Rcs/ Il cdr: ok allo stato di crisi, ma ora anche manager e soci facciano la loro parte. E in via Rizzoli si prepara una rivoluzione nel Cda
Ok allo stato di crisi, ma ora anche il management faccia la sua parte. Con un lungo comunicato sindacale, il Comitato di redazione del Corriere della Sera fa sapere che il redattori del quotidiano hanno approvato a larga maggioranza l'accordo sullo stato di crisi siglato fra cdr e azienda "senza che il giornale mancasse un solo giorno dalle edicole durante tutti i sette mesi di vertenza". 
Pier Gaetano Marchetti
I giornalisti del Corsera sottolineano di avere accettato "sacrifici economici, il blocco del turn over e la possibilità che l'organico diminuisca del 13%", aggiungendo però che l'azienda - che "ha chiesto e ottenuto sacrifici dai giornalisti", ma anche "dai cittadini italiani usufruendo degli aiuti di Stato per i prepensionamenti" e "ai lettori del Corriere aumentando il prezzo del giornale del 20 per cento" - deve ora mostrare altrettanta disponibilità: "E' ora auspicabile, morale ed etico, che manager e azionisti dichiarino di rinunciare a bonus e dividendi per la durata dei due anni di stato di crisi. E che si impegnino esplicitamente a reinvestire nel Corriere della Sera ogni eventuale utile".
Per il cdr è infatti "inaccettabile il ritardo negli investimenti multimediali e nella comunicazione online", così come "l'uso di collaboratori in sostituzione di assunti". E conclude: "Basta chiedere sacrifici ai giornalisti, è tempo che proprietà e management si assumano in pieno le loro responsabilità".
E a quanto risulta ad Affari, ai piani alti di via Rizzoli sarebbe in preparazione una vera rivoluzione del consiglio di amministrazione: per salvare la barca alla deriva i soci di Rcs MediaGroup sarebbero infatti pronti a riprendere in mano direttamente le sorti dell'azienda, accompagnando alla porta gli indipendenti cooptati negli ultimi anni. A partire dal presidente, Pier Gaetano Marchetti, che potrebbe lasciare la poltrona a Giuseppe Rotelli, che con una quota dell'11% è il secondo azionista del gruppo editoriale alle spalle di Mediobanca. Un cambiamento di scenari che potrebbe avere ripercussioni anche sulla guida del Corsera, dove la direzione di Ferruccio De Bortoli potrebbe essere rimessa in discussione.
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