Rcs/ La Fnsi: "Con la chiusura di City il gruppo ricollochi i giornalisti in altre testate"
"La decisione di Rcs Mediagroup di chiudere il quotidiano gratuito City entro il mese di febbraio, a 11 anni dal suo lancio, è un nuovo preoccupante segnale della crisi che sta colpendo il settore della free-press. Ma non deve far dimenticare le responsabilità e i doveri nei confronti dei giornalisti e dei lavoratori tutti da parte del primo gruppo editoriale italiano che, pur nelle difficoltà generali del mercato, ha aree e testate in sviluppo ed espansione capaci, anche di recente, di incrementare gli organici e l'occupazione". Lo afferma in una nota la Fnsi.
Aggiunge il sindacato dei giornalisti: "La Giunta esecutiva della Fnsi esprime solidarietà concreta e pieno appoggio ai colleghi della testata ed è al loro fianco nella vertenza con l'azienda per la ricerca di una soluzione che dovrà necessariamente prevedere un piano di ricollocazione dei giornalisti all'interno del gruppo con tempi, criteri e modalità certi. La scelta di rinunciare ad una testata molto apprezzata dai lettori della free-press, e con una diffusione in costante aumento, non può certo essere pagata dai lavoratori. Il Sindacato dei giornalisti eserciterà, come sempre, con senso di responsabilità il suo ruolo fino in fondo, nel confronto che partirà nei prossimi giorni. Ma intima sin da ora a Rcs Mediagroup, rispetto a politiche di assunzioni in qualsiasi testata del gruppo, a trovare preliminarmente una soluzione per i giornalisti di City. In nessun gruppo editoriale, e tantomeno in una grande azienda come Rcs Mediagroup, possono esserci figli 'impuri' o di serie B, ma tutti giornalisti di pari valore e dignità".


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