Advertising online/ Rcs e il Gruppo Espresso si alleano per la pubblicità a performance. Il Cdr di Repubblica: "A rischio l'indipendenza"
Duro attacco del Comitato di redazione di Repubblica interviene polemicamente sul tema dell'accordo intercorso tra il Gruppo Espresso e Rcs, relativo al consorzio Premium Publisher Network, che offrirà al mercato posizionamenti pubblicitari a performance sui siti dei rispettivi marchi editoriali, ponendo l'attenzione sui "rischi di confusione tra contenuti giornalistici e pubblicità e il possibile tentativo da parte degli inserzionisti di condizionare l'indipendenza della testata". Il Cdr chiede un confronto: "Ci sono regole che in nessuna circostanza possono essere vanificate".
Ecco il documento integrale
"Il Comitato di redazione apprende da una notizia di agenzia che il Gruppo Espresso-La Repubblica e la Rcs-Corriere della Sera hanno fondato un Consorzio per offrire agli inserzionisti posizionamenti pubblicitari particolari sui siti internet d'informazione dei rispettivi gruppi.
Il Comitato di redazione, denunciando la violazione compiuta dall'azienda che ha omesso di comunicare preventivamente al sindacato l'avvenuto accordo - così come stabilisce il vigente contratto nazionale di lavoro - pone all'attenzione i rischi di confusione tra contenuti giornalistici e pubblicità e il possibile tentativo da parte degli inserzionisti di condizionare l'autonomia e l'indipendenza della testata.
Il Comitato di redazione avverte l'editore che non saranno tollerate "derive" in tal senso e chiede un immediato confronto sui contenuti dell'accordo, ricordando che esistono regole, nel rispetto del prodotto giornalistico e del lettore, che in nessuna circostanza e per alcun motivo possono essere vanificate"
Rcs ed Espresso, accordo sulla pubblicità
Rcs MediaGroup e il Gruppo Editoriale L’Espresso danno vita congiuntamente a un consorzio, denominato Premium Publisher Network, che offrirà al mercato posizionamenti pubblicitari a performance sui siti dei propri marchi editoriali. Con la creazione di questo network, RCS e L’Espresso offrono una nuova opportunità di comunicazione che si affianca alla consueta offerta display advertising delle proprie concessionarie.
I due gruppi editoriali - si legge in un comunicato - intendono aprire da subito il consorzio alla partecipazione di altri editori proprietari di brand affermati sul mercato e in grado di offrire audience qualificate. Il nuovo network consentirà agli inserzionisti di utilizzare formati pubblicitari text link a performance contestualizzati rispetto ai contenuti e al target di utenza, garantendo la visibilità verso una audience di qualità e di elevato valore pubblicitario.
Secondo quanto risulta ad Affaritaliani, per la nuova concessionaria Rcs, attraverso la controllata Dada, ha assunto da Google Italia uno dei manager migliori, Giuseppe D'Antonio.
Si tratta della prima iniziativa di questo tipo a livello europeo. Gli aderenti al consorzio metteranno a disposizione i propri bacini pubblicitari online contribuendo a costruire un unico grande bacino in forma aggregata di network, al quale gli investitori pubblicitari potranno accedere con una specifica offerta a performance. Fin dall’inizio agli investitori pubblicitari sarà quindi garantito un inventory online dedicato che, solo considerando i due soci fondatori del consorzio, assicura la copertura potenziale di oltre il 40% dell’audience online in Italia (Audiweb Netview, novembre 08) e un target di prestigio quale è quello che quotidianamente consulta i siti internet delle testate editoriali italiane. Il consorzio opererà tramite una struttura di vendita specializzata e sarà operativo sul mercato nel primo semestre 2009.
Del resto le indicazioni che arrivano dal mercato non lasciano spazio a dubbi: già oggi negli Usa internet ha superato tutti gli altri media, con l'eccezione della tv, come fonte di notizie. Lo certifica anche la nuova ricerca del Pew Research Center for the People and the Press, che ha condotto un sondaggio il mese scortrso fra i consumatori americani. Il 40% ha detto di ricevere gran parte delle news sui fatti nazionali e internazionali dal web, contro il 24% del settembre 2007. Ed è la prima volta che, in un sondaggio Pew, gli intervistati dichiarano di affidarsi più a internet che ai giornali cartacei per l'informazione.
La tv resta al 70%, ma se si limitano i risultati alle risposte dei più giovani (al di sotto dei 30 anni), televisione e web sono allo stesso livello: 60%.



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