Masi, audizione in Vigilanza Rai: "No ai compensi nei titoli di coda"
CASO RUFFINI
"Nessuna rimozione, per la vicenda Ruffini non si puo' parlare di rimozione. Si e' pensato in un contesto generale di avvicendare i vertici. E' stato un rinnovamento votato a larghissima maggioranza in Cda". L'avvicendamento di Ruffini "e' venuto dopo sette anni, un periodo quasi record, ed e' stato deciso dal Cda, non e' venuta da me la proposta". Lo ha detto Mauro Masi durante l'audizione in commissione di Vigilanza. Il direttore generale della Rai ha aggiunto che "poi Ruffini e' stato avvicendato con un professionista (Di Bella, ndr) vicino a un'area politica quanto meno contigua, nel rispetto quindi di una identita' di rete che io considero in parte un valore, non un un valore assoluto". A proposito di figure di spicco avvicendate, Masi ha sottolineato che "i professionisti aziendali che non scelgono le vie legali si confrontano con il management. Il direttore generale fa proposte, ma la decisione spetta al Cda".
TG1
L'erosione negli ascolti dei tg della sera colpisce ovunque, pero' "il Tg1 si e' finora dimostrato piu' capace di contenere l'erosione, aumentando il vantaggio sul Tg5, il suo principale competitor nelle fascia oraria delle 20". Lo ha detto il direttore generale della Rai, Mauro Masi, durante l'audizione di oggi in commissione di Vigilanza. Masi ha fornito anche dei dati: il Tg1 nel periodo gennaio-maggio di quest'anno ha perso l'1,3 per cento di ascolti, mentre il Tg5 ha perso nello stesso periodo l'1,8 per cento. Il vantaggio della testata ammiraglia della Rai nei primi cinque mesi dell'anno e' salito - ha riferito il direttore generale - dal 3,8 al 4,1 per cento.
EMENDAMENTO CALDEROLI
"Se diventera' legge, ne riparleremo...Disponibile a venire in Vigilanza a fornire risposte". Cosi' Mauro Masi, direttore generale Rai, sull'emendamento Calderoli inserito nella manovra finanziaria che prevede una riduzione dei compensi per i collaboratori esterni e anche una complessiva riduzione del costo del lavoro in azienda. Masi, sollecitato sull'argomento da Gentiloni, ha replicato che sul tema "constato che il Cda, organo politico dell'azienda, ha preso una posizione" e quanto alla Direzione generale, applichera' la legge "se e quando ci sara' una legge".
QUESTIONE SANTORO
La vicenda Santoro attende un "passaggio formale in Cda" per potersi dire definita. Lo ha precisato il direttore generale Mauro Masi durante l'audizione in commissione di Vigilanza. Masi ha riferito che nelle scorse settimane il Cda di viale Mazzini "ha votato una ipotesi di accordo consensuale". Poi, "ci sono stati passaggi di comunicazione...", riferendosi evidentemente alle notizie sulla trattativa che sono filtrate e quindi alla presa di posizione che di conseguenza c'e' stata da parte dello stesso Santoro.
"L'AUDIZIONE NON E' UN PROCESSO" - L'audizione, precisa Sergio Zavoli, "non e' un processo, non a caso si chiama audizione". Si parlera' del contratto di servizio ma anche di altri temi che in questi giorni tengono banco. E non a caso il presidente della Commissione Parlamentare ha detto: "Vogliamo ascoltare l'azienda in ordine a problemi che ci sono stati e che l'opinione pubblica non ha compreso del tutto".
"BENE LA PROPOSTA DI BERSANI" - Zavoli ha poi approvato la proposta avanzata dal segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, in merito alla governance della Rai. Si tratta, ha aggiunto Zavoili, di "un modo per convertire l'azienda al suo ruolo fondamentale, rappresentare il servizio pubblico".



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