Rai/ Merlo: "Diventerà un'appendice di Mediaset"
Di fronte all'amarezza e all'allarme del Presidente Napolitano il vertice Rai non può tacere. Chi ha deciso di rompere con Sky? L'azienda o il governo? La Rai può togliere i propri programmi a milioni di cittadini che pagano il canone? E chi pagherà le conseguenze economiche della mancata trattativa?". Sono gli interrogativi posti da Paolo Gentiloni, responsabile Comunicazione del Pd, che conclude dicendo: "Di questo passo il servizio pubblico rischia di tradire il pubblico, in nome degli interessi della tv commerciale del premier".
PARDI, INFORMAZIONE PUBBLICA SEMPRE PIU' SERVILE - "L'informazione in Rai sta diventando sempre più servile: con le nomine effettuate ieri l'azienda pubblica si delinea infatti un organismo tagliato e confezionato su misura di Berlusconi e della sua maggioranza": lo afferma il sen. Francesco Pancho Pardi, componente IdV della Commissione di Vigilanza, sottolineando che "anche per la radiofonia le nomine sono il frutto di una lottizzazione a senso unico che continua a determinare una moltiplicazione di poltrone e quindi di sprechi". "Come Italia dei Valori - afferma Pardi - apprezziamo la levata di scudi del presidente Garimberti, che sembra finalmente ricordarsi della necessità di salvaguardare le professionalità interne e di garantire il pluralismo dell'informazione. Così come condividiamo le preoccupazioni del Presidente della Repubblica dopo la rinuncia Rai alla piattaforma satellitare di Sky, decisione che testimonia in maniera chiara il macroscopico conflitto d'interessi di Berlusconi che sta inquinando la vita del Paese". "L'unica soluzione a questo stato di cose, che come IdV porteremo avanti con determinazione, é la denuncia continua, quotidiana, della faziosità e dell'ipocrisia degli attuali vertici di viale Mazzini, perché siamo convinti - conclude Pardi - che i cittadini siano in grado di giudicare e di capovolgere quanto prima questa assurda dittatura e il suo monopolio dell'informazione".
MERLO, BENE PREZIOSI MA MALE SKY E NOMINE A MAGGIORANZA - "Sulla Rai non si può fare di tutta l'erba un fascio. Accanto a qualche notizia positiva, troppo poche comunque, come la nomina di ieri di Antonio Preziosi a capo dei Gr, dobbiamo registrare un silenzio imbarazzante sul capitolo del mancato accordo tra Rai e Sky e una sgradevole votazione a maggioranza per troppe nomine decisive per la credibilita' e la serietà del servizio pubblico radiotelevisivo. Osservazione ripetuta giustamente anche dal presidente Garimberti". E' Giorgio Merlo, vicepresidente Pd della Vigilanza Rai, ad aggiungere che "siamo, senza cadere nella esagerazione, a un bivio: o la Rai recupera il suo ruolo di avanguardia, di trasparenza e di autorevolezza oppure è destinata, nell'arco di poco tempo, a trasformarsi in una sorta di appendice rispetto a Mediaset con il rischio concreto di indebolire la sua offerta televisiva e di uscire progressivamente dal mercato". "Un epilogo - conclude - che per chi crede nel servizio pubblico e che continua regolarmente a pagare il canone non può permettersi, pena lo svuotamento della Rai a vantaggio di altre cordate".



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