Tg2/ Il Cda Rai rinvia le nomine proposte dal d.g. Masi per "chiarimenti tecnici", a De Scalzi l'interim del Tg2

Venerdì, 1 aprile 2011 - 15:20:00

Come anticipato ieri da Affaritaliani.it, il Cda della Rai ha rinviato le nomine proposte dal d.g. Masi e ha affidato ad interim la giuda del Tg2 al vicedirettore Mario De Scalzi. La proposta di rinviare le nomine e affidare a De Scalzi la direzione ad interim del Tg2 è giunta dallo stesso Masi nel corso della riunione del Cda ed è passata con sei voti favorevoli e tre contrari: a favore hanno votato i cinque consiglieri di maggioranza (Guglielmo Rositani, Antonio Verro, Alessio Gorla, Giovanna Bianchi Clerici e Angelo Maria Petroni) e il presidente Paolo Garimberti; contrari i consiglieri di minoranza (Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten del Pd e Rodolfo De Laurentiis dell'Udc).

I consiglieri di viale Mazzini hanno chiesto approfondimenti sulle nomine sul tavolo del consiglio che per questo sono state rinviate alla prossima settimana. Masi riproporrà in Cda le nomine una volta definiti i chiarimenti tecnici che gli sono stati richiesti dal consigliere Angelo Maria Petroni, anche se non è noto se la riproposizione sarà tout court rispetto al pacchetto originario, oppure se ci saranno variazioni. Il consigliere Van Straten ha detto che "le proposte sono state ritirate, si riparte comunque da zero".

Oltre a Susanna Petruni per la guida del Tg2, Masi ha indicato nei giorni scorso Gennaro Sangiuliano vicario al Tg1 con una serie di vicedirettori: Fabio Massimo Rocchi, Filippo Gaudenzi, Fabrizio Ferragni, Claudio Fico. Come vicedirettore della testata diretta da Augusto Minzolini arriverebbe da Sky anche Franco Ferraro, una nomina esterna che fa discutere, tanto che l'Usigrai annuncia uno sciopero dei giornalisti Rai se il Cda di viale Mazzini procederà all'assunzione e alla nomina di un esterno nel ruolo di vicedirettore del Tg1, accogliendo la proposta del d.g., "rispetto al reintegro degli ampi buchi di organico nelle redazioni e alla valorizzazione dei tanti colleghi senza incarico (per essere chiari pagati dalla collettività a vuoto e con futuro diritto a un risarcimento danni) o demansionati". Per il sindacato unitario dei giornalisti Rai "oltre alla logica e ai principi di imparzialità e buon andamento di ciò che è pubblico, c'è uno specifico punto della carta dei diritti e dei doveri del Servizio Pubblico ad esigere un diverso approccio. Appare strano che, dopo mesi di colpevole paralisi, la macchina del settimo piano si rimetta in movimento per assumere un nuovo vice direttore dall'esterno, verosimilmente solo per far quadrare i conti in una inaccettabile logica spartitoria - tutta interna alla maggioranza - dopo i sacrifici che sono stati chiesti ai dipendenti. E non invece per risolvere insieme alla nomina del direttore del Tg2 (che la redazione ha chiesto sia scelto come Orfeo all'unanimità) anche i casi di Rai Parlamento e Gr Parlamento (testate guidate ad interim da diversi mesi) nè per nominare i tanti vicedirettori i cui mandati sono scaduti".

Il riferimento all'esigenza di " far quadrare i conti in una inaccettabile logica spartitoria" è legato alle aree politiche cui fanno riferimento i vari candidati: Ferraro è infatti in "quota leghista" (Marano lo voleva alla guida di Rai News 24 al posto di Corradino Mineo, che però rifiutò le destinazioni "inadeguate" delle tribune politiche o della sede di Mosca minacciando cause legali e rimase al suo posto) e il suo arrivo alla vicedirezione del Tg1 rappresenterebbe una contropartita per il Carroccio in cambio del via libera per la Petruni alla direzione del Tg2, per la quale gli uomini di Bossi caldeggiavano la candidatura di Gianluigi Paragone.

Sangiuliano, vice di Minzolini, diventerebbe vicario come consolazione per il Tg2 negatogli. Riguardo ai vicedirettori proposti per il Tg1, Fabio Massimo Rocchi è di area Pdl Udc, Filippo Gaudenzi è Pdl-minzoliniano, Fabrizio Ferragni è vicino al Pd ma anche a Rutelli, Claudio Fico è in quota Pdl. Insomma, una lottizzazione interna al Pdl con un "contentino" per il polo centrista.

Garimberti ha detto che il pacchetto di nomine predisposto per Tg2 e Tg1 "avrebbe lacerato il Cda" qualora fosse stato approvato, aggiungendo di essere "particolarmente lieto che oggi non si sia proceduto con quel via libera ai nomi indicati dal direttore generale. Secondo Garimberti, la decisione rappresenta "un comportamento responsabile che ci consente di avere ancora tempo per giungere a scelte ampiamente condivise". Il presidente della Rai ha sottolineato: "Non capisco invece francamente - perché mi appaiono piccole e sterili - le polemiche per l'affidamento temporaneo del Tg2 al vicedirettore 'anziano', visto che era una testata che aveva urgentemente bisogno di un responsabile ai sensi di legge. Tra l'altro è una prassi seguita spesso nei Tg e al Tg2 addirittura nelle stesse modalità, prima dell'arrivo di Orfeo". E ancora: "Si tratta di un interim che spero si possa risolvere presto con una nomina all'unanimità del nuovo direttore".

Sebbene Garimberti non faccia il nome né tantomeno parli esplicitamente del problema sollevato, appare evidente che il presidente si riferisca al consigliere Rodolfo De Laurentiis, il quale ha preannunciato l'impugnazione della delibera di nomina del direttore ad interim del Tg2. Impugnazione legata non al nome di Mario de Scalzi, ma al metodo procedurale seguito, ovvero - sostiene De Laurentiis- la violazione di norme statutarie che regolano i lavori del Cda dell'azienda di viale Mazzini.

Garimberti non ha voluto commentare l'ipotesi di sospendere i talk show in vista delle elezioni amministrative, lasciando che "la commissione di vigilanza faccia il suo lavoro". "Intanto, visto che la cosa è stata per il momento rinviata e sospesa, vedremo cosa succederà. Il presidente Zavoli ha preso una sua posizione molto netta, vedremo. Quando sarà il momento opportuno, parlerò. Per ora mi riservo di non parlare perché lascio che la commissione di vigilanza faccia il suo lavoro", ha detto a Firenze a margine dell'iniziativa Screenings organizzata dai Rai Trade.

E sul canone ha aggiunto: "Basterebbe che il Governo o il Parlamento varassero due righe di un emendamento, di una leggina o quello che vogliono per far sì che l'evasione del canone si riducesse dal 30%, che è abnorme, da paese non civile né europeo. Basterebbe questo per far sì che la Rai avesse 500 milioni in più e potremmo fare quello che vogliamo".

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