Rai/ Floris: "Peccato non mandare in onda lo Specciale Ballarò"
![]() Giovanni Floris nello studio di Ballarò |
RAI: VERNA (USIGRAI), NO A FLORIS 'STONA' IN INIZIATIVA CONDIVISIBILE - "La Rai deve fare sempre il massimo possibile per un'informazione tempestiva e plurale. Le testate giornalistiche del servizio pubblico sono in grado di garantirla anche in periodo di ferie, giusto non penalizzarle, come ha autorevolmente sostenuto il presidente della vigilanza, Zavoli. Irrispettoso per le redazioni dei telegiornali invocare la riapertura di trasmissioni in pausa estiva, ma se, secondo il direttore di rete, Ballarò era in grado di andare in onda perché vietarlo?". Lo dice il segretario dell'Usigrai, Carlo Verna. "I divieti - spiega in una nota - non ci piacciono mai. Il no a Ruffini e Floris è l'unica nota stonata nell'ambito di una iniziativa condivisibile della direzione generale. Nelle prossime ore vigileremo perché Minzolini, che ha già espresso nei giorni scorsi con un editoriale la sua netta scelta di campo non penalizzi nella rappresentazione le ragioni di futuro e libertà, e di tutti i soggetti che sono in dissenso con il premier, mentre a Masi chiediamo, verificato che le redazioni sono pronte e reattive, di andare lui in vacanza, senza varare inopportune nomine agostane".
RAI: RIZZO NERVO, ORMAI PREVALE SOLO LA VISIONE BUROCRATICA.... - "E' proprio una Rai diversa da quella che avevo imparato a conoscere. Ormai prevale la visione burocratica anche di fronte alla notizia". Lo ha detto il consigliere Rai Nino Rizzo Nervo commentando la decisione didedicare spazio nei tg ad approfondimenti sulla situazione politica, senza 'riaprire' i talk-show.
"Mario Orfeo aveva chiesto venerdì mattina per iscritto di poter fare uno speciale TG2 - ha aggiunto - ed ha dovuto attendere la riunione di oggi con tutti i direttori. Una volta sarebbe stata sufficiente una telefonata al Coordinamento palinsesti e le esigenze informative avrebbero subito prevalso sulle ragioni del palinsesto. La risposta negativa a Raitre di mandare in onda uno speciale Ballarò domani è poi del tutto incomprensibile.
Avrebbe sostituito una replica del Circo e la trasmissione era stata costruita nella garanzia di un vero pluralismo con in studio leader prestigiosi di partito che avevano già dato il loro assenso. Non capisco francamente questo vertice aziendale di che cosa abbia paura: se un editore comincia ad avere paura dei fatti e delle notizie finirà col perdere credibilità e autorevolezza e allora sarà la fine del servizio pubblico radiotelevisivo. Lo dico con amarezza - ha concluso - ma anche con tanta rabbia perché credo che in tanti, compreso il sindacato dei giornalisti, stiano sottovalutando quanto è successo".



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