Rai/ La Corte dei Conti: persistente sbilancio negativo tra entrate e uscite, serve un rigoroso contenimento dei costi

Giovedì, 14 aprile 2011 - 12:06:00

Si accentuano le "criticità nella gestione della Rai", che deve procedere a un rigoroso contenimento dei costi. E' quanto scrive la Corte dei Conti nella relazione sulla gestione economica della tv di Stato riferita agli anni 2008 e 2009. La magistratura contabile sottolinea "il persistente sbilancio negativo tra ricavi e costi, le cui ripercussioni sulla situazione economico-patrimoniale e finanziaria della società stanno assumendo carattere strutturale e dimensioni preoccupanti (con una perdita di 79,9 milioni di euro nel 2009)".

A determinare i risultati negativi, oltre al mancato contenimento dei costi, "contribuisce anche la inadeguatezza del contratto di servizio (stipulato tra il Ministero dello Sviluppo Economico e la Rai) in tema di copertura dei costi che lo svolgimento del servizio pubblico comporta". Più in dettaglio l'attività di servizio pubblico presenta un saldo negativo nel periodo 2005-2009 di oltre 1,3 miliardi che non è bilanciato dai conti dell'attività commerciale che presenta saldi positivi ma "sempre più esigui per la contrazione del mercato pubblicitario, ed è prevedibile che risulterà sempre meno compensativo". La Corte dei conti sottolinea inoltre che la Rai sta affrontando un impegnativo piano di investimenti, sempre stabilito per legge, per l'adeguamento impiantistico al sistema digitale terrestre (DTT), per il quale la società lamenta l'insufficienza dei contributi pubblici sin qui stanziati. "In tale situazione la Corte ha ribadito l'esigenza inderogabile di rigorosi interventi di contenimento dei costi".

Gli introiti da canone di abbonamento continuano a rappresentare la più cospicua fonte di finanziamento di Viale Mazzini. I dati del bilancio Rai 2009 evidenziano che l'incidenza percentuale delle entrate da canone sul totale dei ricavi aziendali è stata del 56,3%, contro il 31,4% della pubblicità ed il 12,3% degli altri ricavi. Le entrate da canone sono peraltro notevolmente compromesse dalle "crescenti dimensioni dell'evasione, che si attesta, per il canone ordinario, intorno al 26,5% (stima a fine 2009), con un mancato introito per l'azienda di oltre 500 milioni di euro". Il recupero dell'evasione, anche per gli abbonamenti speciali - che non si riesce peraltro a contrastare - potrebbe contribuire, in particolare, a riequilibrare la posizione economico-finanziaria della Rai.

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