Rai/ Zavoli, tra 1.500 giornalisti nemmeno uno condiviso dal Cda?
Possibile che tra i 1.500 giornalisti Rai non ve ne sia uno su cui il Cda si ritrovi unanime e concorde nell'affidargli la direzione del Tg1? Lo ha detto Sergio Zavoli, presidente della commissione parlamentare di Vigilanza, in apertura dell'audizione del direttore generale Lorenza Lei. "Personalmente ho difficolta' a pensare" questo - ha aggiunto - "ammettere che non c'e' nessuno non e' un bel riconoscimento per l'azienda. Mi chiedo poi con quale stato d'animo possa lavorare un professionista con la fiducia della meta' dei consiglieri e con l'opposizione del presidente".
Zavoli riconosce ad Alberto Maccari, proposto per la direzione della testata ammiraglia, meriti e capacita' in tanti anni di lavoro in Rai su cui sono espressi "valutazioni e apprezzamenti positivi". E pero' si va profilando uno scenario in base al quale "un professionista stimato, che ha servito per tanti anni l'azienda con riconoscimenti unanimi, concluda la sua carriera restando al centro di una rottura e di una possibile crisi del Consiglio d'amministrazione".
La Rai "si avvia probabilmente verso una riforma della sua governance. Non sappiamo in quali modi e in quali tempi. Ma certo e' che contrapposizioni e contrasti non sono il miglior viatico per la ricerca di soluzioni che consentano maggiore autonomia nelle decisioni e un rilancio della Rai. La politica e l'istituzione Parlamento possono esercitare - ha detto Zavoli - una loro competenza sull'azienda per difendere, sviluppare e migliorare la funzione di Servizio pubblico come segnale e interprete dell'evoluzione civile e democratica del Paese. Se vogliamo contribuire a questo obiettivo dobbiamo evitare che la Rai si trasformi periodicamente in un campo di battaglia per incontri e scontri tra fazioni politiche e favorire invece la sua autonoma capacita' di elaborare linee operative, decidendo secondo esigenze di sana gestione e criteri di chiare e convenute capacita' professionali".


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