Rai/ Vigilanza, Pannella deposita denuncia in procura
La magistratura romana indaghi su quei parlamentari membri della Commissione Vigilanza della Rai che, "ottemperando a un illegittimo ordine di partito, hanno disertato i lavori della Commissione stessa impedendone così il funzionamento al fine di costringere il presidente, regolarmente eletto, a dimettersi". E' la richiesta contenuta in una denuncia che Marco Pannella e l'avvocato Giuseppe Rossodivita hanno presentato al capo della procura di Roma, Giovanni Ferrara.
Pannella, nella veste di presidente della lista radicale che porta il suo nome, ha ipotizzato per i fatti in questione i reati di attentato agli organi costituzionali e di interruzione di pubblico servizio. Nelle nove pagine di denuncia, Pannella scrive che Riccardo Villari, da quando è stato nominato presidente, "ha tentato di far funzionare la Commissione. Senonché alla diserzione dei lavori della stessa da parte dei parlamentari del Gruppo di Pd (escluso Beltrandi) e dell'Idv, si sono aggiunte nel corso delle ultime settimane deputati e senatori della maggioranza, che solo pochi giorni prima avevano eletto Villari quale presidente".
"Tali iniziative - si legge ancora -, dinanzi alla impossibilità di revocare il presidente, sono state volte a minacciare la revoca del senatore Villari quale membro della Commissione di Vigilanza, in tal modo volendo indurre lo stesso a dimettersi dalla funzione istituzionale di presidente, o, fatto ancor più grave, a interrompere sine die i lavori della Commissione, volendo così costringere il presidente a rassegnare le proprie dimissioni. Si tratta di iniziative che muovono e si muovono oltre il dettato della Costituzione, della legge istitutiva della Commissione, dei Regolamenti del Senato. Si tratta di iniziative che vedono il presidente del Senato, seconda carica istituzionale del Paese - prosegue ancora Pannella -, muoversi da capopartito in accordo con i capigruppo della Pdl".
E ancora: "L'iniziativa del presidente del Senato Schifani, che anziché sanzionare i senatori che non partecipano ai lavori delle Commissioni in violazione di un loro specifico dovere, ha convocato la Giunta per il Regolamento al fine di verificare la praticabilità della revoca del Presidente della Commissione di Vigilanza Villari, seppur quale membro della stessa, appare chiaramente strumentale e arbitraria". Stesso discorso vale per la "preordinata assenza dei parlamentari della maggioranza dalle riunioni della Vigilanza che, concretizzatasi per la prima volta nel corso della riunione convocata il 15 gennaio 2009, è immediatamente riconducibile alla volontà - con il concorso dei membri del Pd e dell'Idv, Beltrandi e Sardelli esclusi - di impedire alla Commissione, organo di rilevanza costituzionale, di compiere gli atti dovuti per legge, cosi' volendo costringere il presidente regolarmente eletto a rassegnare le proprie dimissioni".
Da qui la considerazione finale di Pannella secondo cui i parlamentari coinvolti in questa vicenda "non potrebbero godere di alcuna immunità sul versante penale, dato che l'articolo 68 della Costituzione prevede esclusivamente l'insindacabilita' delle opinioni e dei voti espressi dal parlamentare nell'esercizio delle funzioni".



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