Rai, dietro le quinte guerra sulle poltrone. I nomi
Come la tela di Penelope ogni notte le nomine Rai si fanno e si disfanno. La matassa è ancora molto ingarbugliata a cominciare dalla direzione della TGr, i telegiornali regionali, dove la Lega propone Casarin e il Pdl candida Susanna Petruni. Ma dopo la nomina di Marano alla vice direzione generale con annesse le più importanti deleghe di viale Mazzini, e la conquista di Isoradio per il saggista delle langhe e pupillo della consigliera Bianchi Clerici, Aldo Papa, i leghisti non intendono mollare il controllo degli 850 giornalisti delle sedi regionali. 
Scintille anche per le direzioni di Rai International fra Giovanni Masotti e Anna La Rosa e di Rai News fra Gianni Scipione Rossi, Antonio Bagnardi o in extremis Antonio Caprarica. Il ritorno all'amato piccolo schermo di Caprarica semplificherebbe almeno in parte il labirinto dello spacchettamento della Radio. Ad inceppare la già complicata divisione dei Gr si è aggiunto anche il gran rifiuto di Riccardo Berti di assumere la nomina dimezzata di Direttore di Gr Parlamento senza il previsto accorpamento del Gr3.
La battaglia delle nomine si combatte anche all'interno delle forze politiche. Nel Pd la candidatura di Marino Sinibaldi a Radio3 viene contestata da più parti dalle varie correnti ex Ds che chiedono venga bilanciata con le nomine a vice direttori di Ersilia Carbone, Carlo Albertazzi e Mirella Marzoli. I dalemiani starebbero inoltre organizzando un blitz di fine agosto per imporre Bianca Berlinguer al Tg3 e Antonio Caprarica a Rai3. Fra gli ex An è braccio di ferro fra Andrea Ronchi e Maurizio Gasparri. Mentre Gasparri ha già piazzato Giuliano Sangiuliano e Paolo Corsini alle vicedirezioni di Tg1 e Gr, Roberto Rosseti all'ufficio stampa di viale Mazzini (ci andrà a breve) e Rao alla guida della sede Rai laziale, Ronchi non ha ancora ottenuto nessuna nomina e stenta anche a piazzare Gianni Scipione Rossi.



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