Caos in Rai, la consigliera Bianchi Clerici ad Affari: "Illegale cacciare Minzolini"
Augusto Minzolini
Sulla discussa questione della direzione del tg1 Giovanna Bianchi Clerici, consigliere di amministrazione della Rai in quota Lega Nord dichiara ad Affari: "Chi andrà al posto di Augusto Minzolini? Non ne ho la minima idea, la situazione è molto complicata" e aggiunge "Credo non ci siano gli estremi per il provvedimento che il Direttore Generale vuole prendere, di rimozione o sospensione, non è chiaro cosa sia"
"La Lei, continua Bianchi Clerici, si aggrappa a una legge che non è applicabile per la Rai, trovo che già questa sia una cosa completamente sbagliata. Il punto è che vogliono rimuovere Minzolini in un modo per cui non ci sono i presupposti legali, sarebbe stato diverso se ne avessero parlato con lui per trovare una soluzione, evidentemente non è stato fatto. La questione ha preso una piega troppo personale, come si è visto dalle dichiarazioni di Garimberti. Sembra sia diventata una cosa personale tra loro due e ora c'è un pasticcio enorme".
QUESTIONE MINZOLINI - Il cda della Rai ha deciso: Minzolini sarà rimosso dal suo incarico di direttore del Tg1. La decisione sarà formalizzata nel corso della riunione fissata per martedì 13 alle 11, e non più per il pomeriggio di lunedì 12 come precedentemente ipotizzato. Minzolini è stato recentemente rinviato a giudizio per peculato per una serie di spese (viaggi, soggiorni all'estero, cene) sostenute con la carta aziendale. Inoltre, il giornalista è al centro di una polemica per un pesante calo degli ascolti del principale telegiornale della Rai. Al suo posto verrà nominato ad interim fino alla fine di gennaio Alberto Maccari. Almeno questa è la proposta formalizzata dal direttore generale Lorenza Lei in vista del consiglio di amministrazione.
Ma se invece dell'interim prevalesse la soluzione piena? Il più quotato in questo caso è Antonio Preziosi, apprezzato direttore di Radio Uno e del Giornale Radio Rai. Lucano, 42 anni, giornalista parlamentare con una carriera tutta interna a viale Mazzini.
Durissima la reazione del direttore del Tg1. "Queste cose qui non le so, nessuno mi ha messo al corrente. Se fosse vero potrei definirla una porcata", ha detto Minzolini che continua a denunciare la strumentalizzazione di cui sarebbe vittima. "Il vero problema è che dovevamo trasferirmi, ed è saltata fuori questa storia totalmente strumentale. Il colpevole ce l'avevano già, mancava l'accusa" dichiara il direttore del Tg1 a Tgcom24, tornando sulla vicenda della carta di credito aziendale che gli è costata il rinvio a giudizio per peculato.
Ancora una volta, Minzolini ricostruisce l'accaduto: "Mi è stata data una carta di credito che lo stesso direttore generale chiamò benefit compensativo. Dopo due anni, alla vigilia di quella che doveva essere la crisi del governo Berlusconi, il 14 dicembre dello scorso anno, mi dicono che quel benefit non era compatibile con l'ordinamento interno della Rai. Ne prendo atto e dico 'potevate dirmelo prima'. Loro dicono che si dovevano mettere i nomi dei commensali nelle ricevute dei pranzi di rappresentanza. Ma non credo ci sia un direttore che lo faccia, se non altro per problemi di privacy. Se lo avessi saputo li avrei messi".
La regola "dei nomi", ricorda Minzolini, "è contenuta in una circolare del 2003 fatta da Cattaneo, ma fu permesso all'allora direttore Mimun di non mettere i nomi, di scrivere 'pranzi privati'. Mi trovo a dover pagare per aver fatto una cosa che neanche i miei predecessori hanno fatto". In ogni caso, ricorda il direttore del Tg1, "amministrativamente ho restituito alla Rai tutti i soldi che mi hanno chiesto, senza trattare. Nel frattempo però c'è stata una denuncia non di uno qualunque, ma di Di Pietro. Tutto il problema perché non ho messo quei nomi". Un polverone, secondo Minzolini, nato dal fatto che "evidentemente dovevo essere trasferito". In ogni caso "nessuno mi ha comunicato nulla", dice. "L'elemento strumentale della storia è evidente. Il colpevole ce l'avevano già, mancava l'accusa".
LA REAZIONE DI GARIMBERTI - La sua permanenza alla direzione sarebbe incompatibile con la mia - “Se il frutto di tutti questi distinguo” sulla sostituzione di Augusto Minzolini alla direzione del Tg1, “fosse martedì un nulla di fatto”, il presidente della Rai, Paolo Garimberti, arriverebbe a un gesto estremo, ovvero le dimissioni. “Se Minzolini resta al suo posto - ha detto il presidente della Rai al Corriere della Sera - io non resterò un minuto di più. Mi dimetterò. La mia presenza sarebbe incompatibile con la permanenza di Minzolini al Tg1 dopo il rinvio a giudizio”.


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