Pubblicità/ Il cardinale Tonini si scaglia contro la nuova campagna Sky che mostra Eto'o, Ambrosini & C. come santi e personaggi biblici. E tu che cosa ne pensi?

Martedì, 26 luglio 2011 - 12:00:00

I più grandi campioni dello sport diventano santi e personaggi biblici: un'iconografia di ispirazione religiosa, quella scelta da Sky per la sua nuova campagna pubblicitaria dedicata allo sport sulla pay tv con il claim "Solo su Sky lo sport fa miracoli". Testimonial sono Eto'o, Pirlo, Ambrosini, Mauri, Castrogiovanni, Gallinari, Gérard Piqué del Barcellona, Federica Pellegrini... e la statua di Totti.
La creatività, firmata dall'agenzia milanese 1861united, è sicuramente d'effetto, ma sembra avere turbato la sensibilità di qualche credente, come emerge da una serie di pareri raccolti da Tv Sorrisi e Canzoni in edicola martedì 26 luglio.


VIDEO/ Lo spot Sky contestato

Primo fra tutti quello del cardinale Ersilio Tonini, che risponde in modo netto: "Sì! È una gravissima mancanza di rispetto. Associare la religione al concetto di vendita e acquisto insito in una pubblicità è contro la dignità. E se perdiamo questo rispetto, come facciamo a insegnare i giusti valori ai più giovani?".

Duro anche il parere della critica televisiva Mirella Poggialini: "È una pubblicità antipatica, un esempio di cattiva educazione. Non si può usare la parola 'miracolo' per una pantomima così".
Critico, ma con giudizio, il direttore dell'Avvenire Marco Tarquinio: "Premesso che questi spot non mi piacciono, ugualmente però non li trovo 'cattivi'. Mi rifaccio alla saggezza popolare che dice: 'Scherza coi fanti e lasciare stare i santi'. Sky si è avventurata su una china scivolosa perché tocca i sentimenti più profondi della gente: forse anziché fare una parodia sarebbe stato meglio inventare qualcosa di nuovo".


La nuova campagna Sky firmata 1861united
LE IMMAGINI
Stessa linea anche per Massimo Giletti: "Non amo questa pubblicità, ma non la condanno. Un po' di ironia e autoironia sono fondamentali nella vita: certo è che in questo modo si svilisce il concetto di religiosità".
Più aperta Lorena Bianchetti: "Non credo ci sia un'intenzione denigratoria: la pubblicità ha bisogno di forme di comunicazione semplici e credo sia questo il caso. Il problema è, piuttosto, di carattere generale: è tutta la società ad aver svuotato la religione della sua profondità".

Al di là dei personaggi famosi, anche gli utenti della Rete si dividono sui nuovi spot di Sky: su blog e forum c'è chi li definisce "simpaticissimi" e chi invece, indignato, invoca un intervento dell'Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria per fermare la campagna.

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