Pubblicità/ Murdoch punta sul web per conquistare le Pmi. Nuovo servizio di adv su MySpace

Martedì, 14 ottobre 2008 - 10:15:00


Rupert Murdoch
Creare da soli la propria pubblicità online con soli 25 dollari e raggiungere i potenziali clienti in maniera diretta e mirata. E' quello che offre "MyAds", il nuovo strumento messo a disposizione dal social network "MySpace" che permette a chiunque, con estrema facilità e a costi accessibili, di creare propri banner pubblicitari e farsi conoscere tra gli iscritti nella comunità virtuale. Il servizio si rivolge a chiunque abbia necessità di farsi pubblicità in rete, intercettando in modo facile e veloce gli utenti giusti. Giovani band che vogliono lanciare la propria musica, commercianti che cercano di far conoscere i propri prodotti, politici che devono convincere gli elettori a votarli, "Myspace" permette a chiunque ne abbia bisogno di costruire in pochi istanti il proprio messaggio pubblicitario.

Il servizio, a seconda delle caratteristiche del prodotto pubblicizzato, individua i possibili clienti presenti nel social network e invia le pubblicità solamente a quelli adatti. "Stiamo eliminando le barriere per entrare nel mercato dei banner - ha dichiarato Jeff Berman, portavoce di "Myspace" - ora una persona può raggiungere molto piu' facilmente quello di cui ha bisogno per farsi conoscere in rete". Il servizio, specifica Berman, non usa il criterio delle "parole chiave" come fanno i motori di ricerca, ma individua segmenti precisi di pubblico, localizzando il destinatario più adatto al messaggio.

"Myspace", il primo social network al mondo, conta al momento 122 milioni di membri e sta diventato un mezzo strategico per il mercato che le grandi aziende stanno guardano con sempre piu' interesse. Il sistema della "pubblicità mirata" solleva il problema della tutela della privacy degli utenti, ma "Myspace" assicura che "ogni iniziativa verrà fatta col permesso degli iscritti".

E Youtube si butta sull'e-commerce

Su YouTube arriva il click to buy. Il sito di videosharing di proprietà di Google si mette a vendere musica, film, programmi televisivi, videogiochi, libri, biglietti per concerti, merchandising. Nella prima fase si farà capo ai due negozi online di Amazon.com e iTunes di Apple. Secondo le analisi di Piper Jaffray Research, la mossa potrebbe portare 200 milioni di dollari di entrate nel 2009 e permettere di monetizzare il traffico del sito, stimato intorno ai 330 milioni di visitatori l’anno. Grazie alla nuova funzionalità un pulsante permetterà di accedere ad uno store online per acquistare la canzone che si sta ascoltando o gli altri oggetti (libri, dvd) relativi al video che si sta vedendo.

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