La profezia del progresso
di Maddalena De Crescenzio
Un romanzo fantascientifico, come spesso succede, ha profeticamente previsto (il Mondo Nuovo) tutto il bene e il male del progresso: dalla realtà virtuale all’ingegneria genetica, scritto pensate nel 1932 da Aldous HUXLEY titolo “Brave New World”.
Lo scrittore riuscì a scuotere l’opinione pubblica abituata fino ad allora a credere in in uno splendido futuro caratterizzato da conquiste scientifiche e tecnologiche sempre piu’ strabilianti. Huxley immaginava invece con molta ironia un mondo che proprio la scienza riusciva a rendere disumano.
La società immaginata da Huxley in questo romanzo del 1932 è fatta di esseri perfettamente creati in provetta con tecniche biologiche e preventivamente condizionati. Il condizionamento psicofisico iniziava a partire dal concepimento e veniva poi proseguito durante l’infanzia con la ripetizione ipnopedia attraverso la quale ogni individuo veniva indottrinato ad amare la propria collocazione sociale, di fatto la sua vita veniva predestinata.
Ma la cosa piu’ sorprendente della società descritta nel romanzo è il comportamento dei suoi cittadini. Le caste inferiori –prodotte per clonazione, mostrano una forte mentalità gregaria, ma anche gli individui delle caste superiori sono condizionati ad accettare il sistema di caste e le consuetudini sociali che discendono da esse.
Il messaggio e la morale che Huxley trasmette è molto chiaro: per garantire alla società una felicità universale e costante è indispensabile che vi sia una sistematica manipolazione degli individui, la limitazione della loro libertà di scelta e di espressione, l’inibizione delle loro ambizioni intellettuali e sentimentali. I cittadini solo così possono raggiungere la felicità, ma quella loro è una felicità arte fatta e sterile.
Il romanzo anticipa temi quali lo sviluppo delle tecnologie della riproduzione, l’eugenetica e il controllo mentale usati per forgiare un nuovo modello di società. Il mondo che vi è descritto potrebbe essere utopico, però a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca !



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