Telefonia/ Gli aggiornamenti di Apple non risolvono i problemi dell'iPhone. Nel 2009 se ne produrranno 40 milioni

Martedì, 26 agosto 2008 - 18:20:00

Le vendite del melafonino vanno a gonfie vele. 1 milione di pezzi venduti solo nei primi tre giorni di commercializzazione. E per la fine dell'anno gli analisti prevedono vendite a quota 11 milioni, mentre il 2009 dovrebbe chiudersi a 25 milioni. Ma c'è chi è più ottimista: l'analista Gene Munster di Piper Jaffray prevede nel 2009 vendite attorno ai 45 milioni di iPhone. E i ben informati dicono che le capacità produttive di Apple sono tarate su quest'ultima somma.

Il software fa i capricci

A distanza di un paio di giorni dal lancio dell'aggiornamento software 2.0.2 per iPhone e iPhone 3G sono emersi altri problemi che a quanto sembra affliggono il nuovo firmware, tanto da rendere l'update una procedura da evitare per il momento. Chi ha aggiornato il proprio iPhone al nuovo OS 2.0.2 ha infatti riscontrato che molte applicazioni provocano il blocco del cellulare quando vengono lanciate, oppure restano attive per pochi istanti prima di ritornare alla schermata di default. Altri utenti segnalano di non trovare più diversi brani musicali fra l'elenco di quelli disponibili sul cellulare. Apple è  consapevole del problema e ha già promesso per il mese prossimo un aggiornamento che dovrebbe risolvere la questione.


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L'iPhone debutta in India, ma il prezzo è troppo elevato...

La Apple lancia l'i-Phone 3G in India, ma senza suscitare l'isteria di massa registrata nei paesi occidentali e in Giappone il mese scorso. A contenere il boom del telefono ipertecnologico, un prezzo di riferimento improbabile di 700 dollari al pezzo, circa tre volte il prezzo di listino Usa e il doppio dello stipendio medio di un impiegato. I venditori si aspettano ancora qualche vendita presso i giovani professionisti, avidi di prodotti di marca e oggetti di lusso: ma per il momento il ritmo di vendita è modesto.

IPhone, si rischia il caro-bolletta. Allarme dell'Adoc

Rischio di mega-bollette per gli amanti dell'iPhone. A lanciare l'allarme è l'Adoc che accusa i gestori di poca trasparenza nei contratti. L'Associazione chiede, in particolare, di rendere più chiari i costi dei servizi aggiuntivi come internet ed e-mail. "Chiediamo a Tim e Vodafone di modificare i contratti - dichiara Carlo Pileri, presidente dell'Adoc - i costi dei servizi aggiuntivi, come le e-mail, l'accesso a internet e le mappe online, non sono chiari. I due gestori dovrebbero renderli più trasparenti, affinchè i clienti non incorrano in spiacevoli sorprese al momento di pagare la bolletta. Inoltre, i rivenditori devono informare i clienti immediatamente dei costi per questi servizi".

(Segue - Un chip malfunzionante alla base dei problemi dell'iPhone...)

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