Privacy/ Gli smartphone geolocalizzabili? Come Pollicino che lascia sassolini dietro di sé

Giovedì, 23 giugno 2011 - 17:44:00

Come il Pollicino delle favole che lasciava dietro di sè dei sassolini che gli consentissero di ritrovare la strada di casa, chi utilizza smartphone geolocalizzabili lascia una traccia elettronica dietro di sè esponendosi al rischio di essere localizzato anche da malintenzionati, da persone interessate a raccogliere informazioni per fini illeciti. E' il rischio del "Pollicino elettronico" quello evocato da Francesco Pizzetti, presidente dell'Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali che ha illustrato alla Camera la Relazione 2010.

"I rischi connessi agli smartphone e alle loro applicazioni derivano dal fatto che i nostri telefonini sono costantemente localizzati", ha spiegato Pizzetti: "Il gran numero di dati e informazioni in essi contenuti, dalle rubriche telefoniche all'agenda, dalle foto alle annotazioni, possono essere conosciuti, trattati, conservati, utilizzati da soggetti dei quali non abbiamo consapevolezza né controllo". Insomma, "con gli smartphone, ognuno di noi è, quasi sempre inconsapevolmente, un Pollicino che ha in tasca il suo sacchetto di sassolini bianchi che escono uno ad uno per segnale gli spostamenti".

Pizzetti ha messo in guardia anche da Facebook: il servizio "friend-finder" è assimilabile ad una attività di spam, secondo l'Autorità. Lo strumenti messo a disposizione da Facebook, infatti, "permette agli iscritti, in modo automatico, di inserire tutti i contatti presenti nella propria casella di posta elettronica o nelle rubriche appartenenti ad altri servizi di messaggistica istantanea", si legge nella Relazione 2010 del Garante; "A seguito di questo inserimento, Facebook provvede ad inviare a questi indirizzi e-mail messaggi di invito per l'iscrizione al social network, elaborando automaticamente un unico elenco". Questo comporta che le e-mail vengano inviate, non solo agli utenti di Facebook, ma anche sulla casella di posta elettronica dei contatti presenti sul computer dell'utente o sul suo smartphone. "Il Garante ha rilevato che si verifica in tal modo non soltanto una attività di spam da parte del social network, ma anche una attività di profilazione", una sorta di schedatura, "dell'utente non iscritto, cui sono infatti associati periodicamente una serie di potenziali amici tra gli utenti della piattaforma".

La libertà di internet è comunuque al centro della Relazione: uno spazio di democrazia che, come hanno dimostrato le rivolte in Nord Africa, può contribuire a sconfiggere repressioni e autoritarismi. Per questo Pizzetti chiede che la rete sia sottoposto a
controlli che ne garantiscano la sicurezza, ma sia anche messa al riparo da censure e boicottaggi: "La rete è oggi anche lo spazio politico in cui si combatte la lotta tra democrazia e repressione. Solo la comunità internazionale può impedire boicottaggi e censure", ha detto Pizzetti durante la relazione annuale dell'Autorità.

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