Tv/ Piroso a Vespa: mi cospargo il capo di cenere e chiedo scusa. Pubblicamente
"Caro Bruno, mi cospargo il capo di cenere e chiedo scusa. Pubblicamente. A te e ai tuoi telespettatori". Così Antonello Piroso, direttore del Tg di La7, comincia la sua lettera aperta indirizzata a Bruno Vespa. Venerdì, in una conferenza stampa, Piroso aveva detto di 'Porta a Portà che "bisognerebbe chiamarla 'Bocca a Boccà perché alcuni temi andrebbero 'rianimatì", un parere che Vespa aveva trovato "inutilmente offensivo e provocatorio". "Lo so -continua Piroso- le polemiche tra colleghi sono stucchevoli. Ma nella conferenza stampa per la presentazione di Omnibus e del nuovo Tg de La7 sono risultato sgradevole. L'anno scorso, quando venisti ospite proprio a Omnibus, ti chiesi di commentare un pesante giudizio formulato su di te da una 'grande firma'.
"Tu rispondesti per le rime. Un'ora dopo la registrazione mi chiamasti, domandandomi cortesemente se potevo tagliare quel passaggio - spiega il direttore di La7 - perché eri andato con le parole al di là delle tue stesse intenzioni. La trovai una lezione di stile, e tagliai volentieri. Diciamo che se la conferenza stampa fosse stata in differita, quel passaggio me lo sarei risparmiato. Naturalmente non sono mai stato liquidatorio ('Sei vecchiò ti avrei apostrofato, ma non è vero che io l'abbia detto, e poi sono ormai un uomo di mezz'età anch'io), anche perché non penso, e questo invece l'ho sostenuto, che un'anagrafe più giovane significhi maggiore preparazione e competenza. Semmai - dice Piroso - è spesso vero il contrario. Confermo il giudizio provocatorio sulla Rai, che nell'effervescenza di una pubblica conversazione è finito appiccicato a te: la tv di Stato andrebbe rianimata. Certo, tu potresti replicare: 'Voi de La7 pensate ai casi vostrì. Vero, solo che 'i casì della Rai sono pagati anche da noi contribuenti, e quindi. Insomma, caro Bruno: il tuo modo di condurre non è il mio, ma in bocca al lupo comunque. Anche se lunedì sera - conclude il direttore di La7 - da aziendalista quale sono, tiferò per Lerner e 'L'infedelè".



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