Pirateria online/ La GdF conclude le operazioni "Pirate Bay" e "Colombo": sequestrati i tre siti di riferimento per il download illegale

Giovedì, 2 settembre 2010 - 11:32:00

the pirate bay

Il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Bergamo, con l'ausilio tecnico della Federazione contro la Pirateria Musicale, ha concluso le operazioni "Pirate Bay" e "Colombo". In due anni di indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Bergamo, sono stati sequestrati tre siti internet da cui si potevano scaricare film, brani musicali, videogiochi e programmi informatici senza pagare i diritti d'autore: www.colombo-bt.org, www.thepiratebay.org e, recentemente, www.labaia.net.

Il primo sito a essere reso inaccessibile è stato Colombo, che quando è stato sequestrato era il principale sito italiano di questo tipo, con più di 400mila utenti registrati e oltre 580 milioni di download eseguiti. Nell'ambito di quell'operazione sono stati denunciati sei italiani e sequestrato consistente materiale informatico.

Il colpo più duro inferto dalle Fiamme Gialle alla pirateria on line è stato quello di sequestrare il sito più utilizzato in tutto il mondo per scaricare illegalmente film e musica: The Pirate Bay, il punto di riferimento nel pianeta dei "pirati" con oltre 20 milioni di visitatori al mese, che lo hanno reso uno dei 100 siti internet più visti, e con i suoi contenuti tradotti in 13 lingue. Dall'Italia, i contatti erano circa 450mila al mese. Questa parte dell'operazione è stata la più complessa: il sito è gestito in Svezia, da quattro persone svedesi che sono state denunciate e questo ha posto un problema giuridico molto rilevante: può un giudice italiano intervenire su un reato commesso in un altro Paese? Il decreto di sequestro preventivo emesso dal GIP del Tribunale di Bergamo è stato il primo del genere in Italia e ha fatto scuola: nel settembre 2009 la Corte di Cassazione ne ha confermato la legittimità e grazie a questa sentenza altri sequestri sono stati eseguiti dalla Guardia di Finanza.

Ma i "pirati" non si sono dati per vinti e un giovane romano ha ideato e gestito un altro sito, La Baia, attraverso cui era possibile connettersi e utilizzare ancora The Pirate Bay. Ma anche questo sito è stato sequestrato ed oscurato e il suo gestore denunciato per aver violato la normativa sul diritto d'autore.

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