Editoria/ Il neodirettore Peter Gomez ad Affaritaliani.it: "Ecco come sarà il sito del Fatto..."
di Antonio Prudenzano
![]() Peter Gomez |
Il Fatto deve il suo successo alle esclusive e alla pubblicazione di inchieste e notizie che gli altri giornali non hanno. Con l'arrivo della versione online, viene spontaneo chiedersi come vi comporterete davanti a una "notizia-bomba". La darete subito online o aspetterete il giorno dopo per pubblicarla sul cartaceo?
"Dipende, non c'è regola. Valuterò e valuteremo insieme di volta in volta. Bisogna capire quando una cosa è più adatta alla carta e quando è più adatta al web. In generale ci sarà una strettissima sinergia, e il sito avrà tendenzialmente la priorità. Se ho una notizia, un documento o un filmato che sono certo che nessun altro giornale avrà il giorno dopo, allora me li gioco immediatamente sul sito e il giorno dopo approfondisco sul cartaceo. In altri casi vedremo come comportarci. L'importante è avere una notizia, su come darla poi si può discutere. Dobbiamo comunque renderci conto tutti che oggi nel giornalismo investigativo la multimedialità è ormai indispensabile, nonostante i tentativi di legge-bavaglio dell'attuale Governo. Anche sul web racconteremo notizie che altri non danno o non possono dare, come spesso succede in questo Paese. Semplicemente, faremo i giornalisti...".
Quando sarete online?
"A inizio giugno, la data ancora non c'è. Stiamo lavorando agli ultimi dettagli. Abbiamo assunto già un giornalista che si occuperà esclusivamente del sito e stiamo facendo i colloqui per altre tre assunzioni specifiche per l'online. Naturalmente, buona parte della redazione che si occupa della versione cartacea si occuperà anche di quella web".
Gomez, la direzione del sito de Il Fatto le impedirà di realizzare le inchieste che l'hanno resa famoso?
"Penso che una volta avviato, dopo cinque-sei mesi il sito andrà avanti non dico 'da solo' ma quasi. Il tempo per le inchieste lo troverò senz'altro".
Lorenzo Fazio, intervistato da Affaritaliani.it (vedi sotto), ha espresso dei dubbi sulla sopravvivenza in futuro della versione cartacea de Il Fatto nonostante il successo di questi primi mesi, mentre si è detto sicuro che il sito non avrà mai problemi. Anche lei è pessimista come il socio del suo quotidiano?
"Io so solo che un mezzo non uccide l'altro. E' la storia dell'evoluzione dei media a dimostrarlo. Tutto sta nel mettersi d'accordo su cosa si intende per notizia. C'è tanta roba che viene presa e pubblicata per tale ma non lo è. I lettori scelgono di leggere un determinato sito o comprano un determinato giornale per venire a sapere qualcosa che in altro modo non possono conoscere. Che i giornali di carta con le loro strutture gigantesche e obsolete abbiano dei problemi questo è un dato di fatto. Di certo, se cominciassero a fare i giornalisti molti di quei problemi li risolverebbero...".
Si parla tanto di informazione su internet a pagamento. I lettori de Il Fatto sarebbero disposti a pagare per il sito?
"Non credo che Rupert Murdoch andrà molto lontano con il web a pagamento. L'offerta su internet è troppo ampia e gli utenti si rivolgeranno ad altre realtà giornalistiche gratuite. Il Fatto su carta esiste anche grazie alla mobilitazione dei nostri lettori in rete e grazie ai tanti che hanno sottoscritto l'abbonamento alla versione in pdf. Eventualmente vedremo cosa fare con l'iPhone e lo store di iTunes. Il problema, lo ribadisco, è di contenuti. Ci sono pochissime cose per cui il pubblico è disposto a pagare sul web, e non sono certo le news di agenzie o le cronache delle partite di calcio. Si può tentare di vendere solo le esclusive. Ma il sito de Il Fatto non sarà a pagamento".
Quanti utenti unici al giorno puntate ad avere?
"Al momento il blog l'AnteFatto può contare su una media che varia tra i 100 e i 150mila utenti unici al giorno, l'obiettivo del sito del Il Fatto è averne molti ma molti di più. Non vogliamo porci limiti. D'altronde per sostenerci punteremo molto sul traffico per diventare interessanti dal punto di vista pubblicitario. Mentre sul cartaceo la pubblicità ci serve meno perché i bilanci sono solidi e riusciamo ad autofinanziarci, sull'online punteremo moltissimo sull'advertising. Abbiamo un target di lettori che per tutta una serie di motivi è l'ideale per gli investitori di qualità: l'età media è compresa tra i 18 e i 36 anni, e si tratta di giovani motivati, interessati, spesso con buona disponibilità economica, che leggono molto e fanno uso quotidiano delle nuove tecnologie. Naturalmente non troverete mai la pubblicità di chi fabbrica armi".
Accetterete anche i contributi dei lettori?
"Certamente, stando molto attenti a verificare tutto. I nostri articoli non sono 'a riproduzione riservata' come fanno altri, i nostri lettori sono costantemente coinvolti. Cercheremo di fare sul web il contrario di ciò che fa la maggior parte dei siti di informazione. La nostra idea di partenza è di essere aperti ai contributi dei lettori e agli spunti che arrivano dal web. In più, pubblicheremo notizie esclusive, avremo tanti blog, e ci saranno anche le agenzie, naturalmente, ma gerarchizzate in modo non tradizionale e filtrate col nostro sguardo personale, con taglio molto opinionistico. In più, faremo una cosa che pochissimi oggi fanno nel giornalismo: proveremo a recuperare un po' di memoria storica. Raccontare, cioè, come e perché sono cominciate le storie, per farne comprendere ai lettori l'evoluzione".
![]() Gomez con l'amico Marco Travaglio |
LORENZO FAZIO (EDITORE DI CHIARELETTERE) ANNUNCIA IN ANTEPRIMA AD AFFARITALIANI.IT L'ARRIVO DEL SITO DEL FATTO DIRETTO DA GOMEZ E ATTACCA "LA CRICCA DEI GIORNALISTI MAFIOLOGI"...
![]() Lorenzo Fazio |
"Ormai ci siamo, stiamo mettendo a punto gli ultimi dettagli sull'organizzazione della redazione. Tra fine maggio e inizio giugno sarà online il sito del Fatto Quotidiano. E lo dirigerà Peter Gomez (attuale firma di punta, con Marco Travaglio, del quotidiano diretto da Antonio Padellaro, ed ex inviato de L'Espresso, ndr)". Parola di Lorenzo Fazio, fondatore della casa editrice Chiarelettere (tra i soci del Fatto), che rivela a sorpresa e in anteprima ad Affaritaliani.it: " Il successo del Fatto su carta non ci ha sorpreso perché effettivamente copre un buco lasciato da altri giornali e soprattutto dalla televisione. Ma, nonostante gli ottimi risultati raggiunti finora, ci domandiamo quale potrà essere lo sviluppo del Fatto su carta. Stiamo infatti assistendo a una grave crisi che coinvolge tutti i giornali. In ogni caso penso che il Fatto avrà un futuro, on line sicuramente".
Lorenzo Fazio, insieme al direttore di Affaritaliani.it Angelo Maria Perrino, ha partecipato a un incontro con gli studenti del Master di Analisi delle fonti documentarie e Giornalismo Investigativo di Milano (alla presenza del responsabile Leonida Reitano), nel quale si è parlato del futuro delle inchieste giornalistiche, del ruolo del web, del 'complicato' domani dei quotidiani cartacei, oltre che delle esperienze editoriali positive rappresentate dalla casa editrice Chiarelettere e dal quotidiano online Affaritaliani.it.
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Non sono mancate le frecciate. Fazio, ad esempio, così ha spiegato il successo e il ruolo stesso dei libri che pubblica: "Chiarelettere fa le inchieste che i giornali non fanno". E ancora: "La verità è che in Italia l'informazione è piegata alla politica". Gli stessi giornali, per il fondatore di Chiarelettere, spesso fanno politica e non giornalismo al servizio dei cittadini: "Repubblica fa vere e proprie scelte di campo... Peccato che non ne abbia mai azzeccata una".



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