Caso Boccassini, perquisizione al Giornale

Martedì, 1 febbraio 2011 - 15:07:00

Ilda Boccassini
La Boccassini
"Pervicace e violenta aggressione". Cosi' il Comitato di Redazione de 'Il Giornale' ha definito la perquisizione dell'abitazione della giornalista Anna Maria Greco nell'ambito di un'inchiesta condotta con l'ipotesi di abuso d'ufficio per un articolo sul magistrato milanese Ilda Boccassini. Secondo il Cdr, infatti, si tratta di "un'intimidazione sia verso le liberta' individuali indisponibili della nostra collega sia verso la liberta' di stampa, anch'essa diritto costituzionalmente garantito. Si tratta di un attacco all'indipendenza di questo quotidiano che il Cdr non intende piu' tollerare". Nell'esprimere la solidarieta' e la vicinanza alla collega Anna Maria Greco, "che non e' indagata, e alla sua famiglia, violate fin nella loro piu' profonda intimita' solo per aver esercitato il diritto-dovere di informare i cittadini", il CDR de 'Il Giornale' denuncia "l'ennesima ingerenza nell'esercizio della nostra professione. E' un atto intollerabile - prosegue la nota - che deve far riflettere tutti, il mondo dell'informazione in particolare, sulla divisione dei ruoli edelle responsabilita'".

 INDAGATO BRIGANDI' - Il consigliere del Csm Matteo Brigandi' nei giorni scorsi aveva ammesso di aver visionato il fascicolo sul procedimento disciplinare di Ilda Boccassini e aveva anche aggiunto di averlo restituito agli uffici di Palazzo dei Marescialli dopo pochi minuti escludendo di aver mai passato le carte ai giornalisti de Il Giornale. Inoltre lo stesso consigliere Brigandi' la settimana scorsa ha chiesto al vice presidente del Csm, Michele Vietti, di far luce sull'episodio.

ALFANO, SU BRIGANDI' INDAGATO "NULLA SO" -  Il ministro della Giustizia Angelino Alfano non sa "nulla" della vicenda che vede indagato il consigliere laico del Csm Matteo Brigandi': "non conosco ovviamente gli atti della procura di Roma - ha detto a Bruxelles in una conferenza stampa - non posso dire nulla perche' nulla so e se e' indagato probabilmente non lo sa neanche lo stesso Brigandi'". Oggi l'Italia dei valori ha chiesto al ministro Alfano in un'interrogazione parlamentare firmata da Antonio DI Pietro e Massimo Donadi di chiarire se e' al corrente del fatto che proprio il consigliere indagato avrebbe passato al Giornale il dossier sul magistrato milanese Ilda Boccassini.

FNSI, DI PERQUISIZIONI NON SE NE PUO' PIU' - "Oggettivamente, non se ne puo' piu'. Nello scontro politica-magistratura non possono essere chiamati a pagare i giornalisti se danno notizie, ancorche' su di esse e sulla loro valenza in termini di interesse pubblico, ciascuno possa avere opinioni diverse". Ad affermarlo e' il segretario
generale della Federazione nazionale della stampa italiana, Franco Siddi, secondo cui "la perquisizione di oggi a carico della collega de 'Il Giornale' Anna Maria Greco appare, allo stato, assolutamente incomprensibile, oltreche', nei fatti, pesantemente invasiva. Le notizie 'riservate', non escono mai con le proprie gambe. Ma se si volesse prendere a prestito una espressione del moderno linguaggio politico-giudiziario, si potrebbe dire che si va a cercare presunte colpe, neanche meglio precisate, nell''utilizzatore finale'. Cosi non si puo' andare avanti".  "Ai giornalisti - conclude Siddi - e' chiesto, tanto piu' in questa fase di scontro politico e istituzionale dai toni esasperati, di alzare l'asticella della responsabilita', per non fare la fine dei vasi d

CICCHITTO, SU GIORNALE ATTENTATO LIBERTA' STAMPA - "Ho gia' avuto modo di dire che sono contrario ad ogni speculazione sulla vita privata, sia che investa con centinaia di intercettazioni Berlusconi, sia che riguardi rivelazioni su episodi personali riguardanti la Boccassini. Detto questo, pero', il meccanismo investigativo che oggi colpisce cosi' duramente il Giornale, in quanto tale, e la giornalista Anna Maria Greco e' del tutto inaccettabile e gravissimo, poiche' rappresenta un autentico attentato alla liberta' di stampa che deriva chiaramente dalla logica aberrante dei due pesi e delle due misure". E' Fabrizio  Cicchitto, presidente dei deputati Pdl, a ricordare che "in passato, infatti, di fronte a plateali violazioni del segreto istruttorio non c'e' stato, salvo rare eccezioni, alcun intervento della magistratura". "Del tutto inusitato, al limite dell'incredibile, e' il trattamento riservato ad un membro del Csm, che non credo abbia precedenti nella storia della Repubblica. Piu' in generale - conclude - e' ancor piu' incredibile il ben diverso trattamento riservato da un lato al Giornale e dall'altro alle testate di opposta collocazione politica"

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