Fondi per l'editoria/ Radio e tv locali contro il taglio dei finanziamenti all'emittenza privata regionale: al via gli spot di Aeranti-Corallo
di Fabio Carosi
ROMA – Centomila spot contro il Governo ma anche centomila spot contro tutti quei parlamentari che in maniera bipartisan hanno assicurato i fondi delle legge sul sostegno all’editoria ai giornali fantasma e ai quotidiani di partito, cancellando l’emittenza privata regionale.
E allora è guerra. Gli spot contro il decreto milleproroghe stanno andando in onda dal 2 marzo nel circuito di radio, tv e agenzie di stampa che fanno capo al sindacato Aeranti-Corallo, in totale oltre mille soggetti che fanno informazione locale da Cefalù alla Marmolada e che danno lavoro ad oltre 100 mila persone tra giornalisti, tecnici e pubblicitari. Nel mirino non c’è solo il Governo e il suo decreto modificato per salvare l’informazione politica ma anche la stessa Federazione Nazionale della Stampa che, pur avendo firmato il contratto di settore Aeranticorallo, ha difeso i quotidiani e le emittenti di matrice politica (oltre ad aver garantito il supporto all’editoria tradizionale) ma non ha mosso un dito in favore delle piccole emittenti e dei relativi 1600 giornalisti, la maggior parte dei quali versano i contributi all’Istituto di previdenza Inpgi. Incalzata, la Fnsi ci ripensa e sotto la pressione degli spot il segretario Roberto Natale ha indetto per martedì mattina una conferenza stampa alla Camera.
Oltre agli spot, da questa mattina è in corso un’altra azione, definita dalla strategia del sindacato di settore. Ciascuna emittente televisiva “territoriale” sta contattando senatori e deputati eletti nei collegi di zona, chiedendo loro di aderire alla protesta, impegnandosi a firmare il testo di un’interrogazione parlamentare che sostanzialmente chiede il ripristino dei tagli al fondi per l’editoria.
I danni che le emittenti radiotv a carattere locale lamentano sono veri e propri buchi nei bilanci: le modifiche al decreto Milleproroghe hanno infatti tagliato retroattivamente i fondi destinati che per legge, si riferiscono all’esercizio finanziario precedente.
E l’emittente RomaUno ha iniziato una maratona che si concluderà domani notte, coinvolgendo le emittenti delle altre regioni. Contro il Governo e la mannaia del Milleproroghe, si sta consolidando un fronte che parte da Roma e attraversa lo stivale sino alla Sicilia, passando per Campania, Veneto e Marche. Pronti a rimangiarsi il decreto per ora l’ex ministro per le Comunicazioni Maurizio Gasparri e Stefano Pedica dell’Italia dei Valori, intervenuti in diretta a RomaUno.
I documenti sulla vicenda dei fondi tagliati solo ai “piccoli” sul sito www.aeranticorallo.it



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