Giri di poltrone/ Il Mattino è in crisi, ma per il direttore Orfeo è pronto il Tg1...
Proprio mentre Caltagirone comunica 13 milioni di perdite per il 2008 e mette a punto un piano di ristrutturazione per Il Mattino, con il taglio del 25% dei giornalisti e la chiusura della redazione romana, il direttore del quotidiano napoletano, Mario Orfeo, è in pole position fra i papabili per la direzione del Tg1. Non importa se il suo giornale ha perso lettori (i dati Ads relativi a gennaio, pubblicati nei giorni scorsi, mostrano un'ulteriore flessione di 2600 copie diffuse) e introiti pubblicitari. E che c'azzecca Orfeo con il telegiornale? Beh, ha fatto una sezione video sul sito del Mattino...
Del resto, anche la recente nomina di Ferruccio De Bortoli al vertice del Corsera non sembra essere legata a particolari meriti nella precedente esperienza al Sole 24 Ore: se così fosse, in via Rizzoli avrebbero pochi argomenti per giustificare l'andamento del quotidiano di Confindustria negli ultimi anni, oltre a una quotazione in Borsa disastrosa, con il titolo passato dai 5,6 euro dell'Ipo agli attuali 2,2.
Del resto, non può lamentarsi nemmeno Giulio Anselmi: il suo tentativo di trasformare La Stampa in un giornale nazionale è miseramente fallito, ma questo non gli ha impedito di andare a occupare la dorata poltrona di presidente dell'Ansa.
Certo, non c'è da stupirsi più di tanto. La gestione dei giornali e delle aziende editoriali, nella maggior parte dei casi, è legata a logiche poco o per nulla orientate ai risultati economici. Tanto, per giustificare perdite, tagli e fatturati depressi, c'è sempre la scusa della "crisi del settore", con editori che fanno la fila per chiedere aiuti al governo e direttori che si scambiano le poltrone fra loro.
Almeno finché la "crisi del settore" non farà pulizia dei giornali decotti, come negli Usa...



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