Ordine dei giornalisti/ La commissione Cultura della Camera approva il progetto di riforma che ora passa al Senato. Ecco cosa cambierà
È stata approvata alla Camera, in commissione Cultura, la riforma dell'Ordine dei giornalisti. Il via libera è arrivato con la sola astensione del deputato del Pdl, Renato Farina. Ora il provvedimento passa all'esame del Senato.
Giudicati dal Consglio nazionale dell'Ordine "sicuramente positivi" alcuni aspetti: l’introduzione di un numero massimo dei membri del Consiglio (fissato in 90 contro gli attuali 150 in progressiva crescita dati gli automatismi attualmente vigenti), la previsione che i giornalisti professionisti debbano avere almeno una laurea triennale e che gli aspiranti pubblicisti debbano superare un esame di cultura generale che attesti, tra l’altro, la conoscenza dei principi di deontologia professionale. L’auspicio dell'Ordine è che ora "il Senato non solo recuperi la commissione deontologica e il giurì per la correttezza dell’informazione, ma consenta all’Ordine - certamente più a conoscenza di come avviene il lavoro giornalistico, indipendentemente dall’iscrizione agli elenchi dei professionisti e dei pubblicisti - di riflettere al suo interno per stabilire criteri di rappresentanza rispettosi della realta’".
Per Giancarlo Mazzuca (Pdl), relatore della riforma, "non si poteva andare avanti con regole vecchie di 50 anni, varate con la legge Gonella del 1963. Questa è una soluzione provvisoria, serve a snellire e modernizzare l'Ordine a dargli più senso e efficienza, più regole nell'accesso alla professione".



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