L'omelia è su Twitter/ Il cardinal Ravasi lancia le "twittomelie": la parola del Signore in 140 battute
Il cardinal RavasiLa predica della domenica? Superata: nel mondo 2.0 l'omelia arriva via Twitter. Non sono pochi, nel mondo, prelati e porporati che sfruttano i social network per diffondere la parola della Chiesa, ma molto resta ancora da fare per avvicinare le istituzioni religiose ai nuovi linguaggi della Rete. Ne è convinto il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio consiglio per la Cultura del Vaticano, che di internet è un vero "heavy user": cura un blog, ha un account su Twitter con oltre 5mila follower e organizza incontri in Vaticano per giovani blogger.
Ravasi ha lanciato nei giorni scorsi le "twittomelie", prediche lunghe al massimo 140 battute, rapide e concise, che hanno scatenato l'entusiasmo fra i follower del cardinale. Che ha ripreso e valorizzato l'idea del vescovo francese Hervé Giraud.
"C’è ancora un lungo cammino da fare – spiega il cardinal Ravasi – ma adesso è il momento di essere su internet. C’è un divario che va colmato, dopo il divorzio tra il linguaggio dei sacerdoti e quello dei fedeli".
Certo, adattarsi ai linguaggi della Rete non è così immediato per chi si avvicina per la prima volta ai nuovi mezzi di comunicazione: "La Chiesa ha davanti un duplice problema", ammette Ravasi; "Da un lato deve riuscire a trovare un approccio nuovo. Dall’altro, far sì che il linguaggio nuovo non spenga il contenuto: ci sono valori grandissimi che, se ridotti dentro un formato troppo freddo, rischiano di svanire. Ecco la sfida complicata: l’anima deve entrare in un piccolo formato – come ad esempio gli sms – pur essendo infinita".


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