News online a pagamento/ Un terzo dei navigatori è disposto a mettere mano al portafogli per leggere i quotidiani sul web

Sabato, 20 marzo 2010 - 11:00:00

Un terzo dei navigatori sarebbe disposto a pagare per le news online. E’ quanto emerge dalla Global Survey Nielsen, condotta nell’autunno 2009 su 27mila individui in 52 paesi del mondo nelle cinque regioni geografiche – Europa, Asia/Pacifico, Medio Oriente/Africa/Pakistan (MEAP), America Latina e Nord America.

Molti consumatori sarebbero disposti a pagare per i contenuti online: il 34% degli intervistati afferma, infatti, che potrebbe considerare l’idea di pagare per accedere ai siti dei principali quotidiani online. Il 58% afferma di essere contrario, mentre l’8% ha già pagato per l’abbonamento a quotidiani online.

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Come prevedibile, la maggior parte degli intervistati (85%) preferirebbe che i contenuti oggi “free” rimanessero tali, ma ci sono delle opportunità se si analizzano i risultati nel dettaglio. Infatti, molto dipende dalla tipologia di contenuto offerto: più è alto il valore assegnato, soprattutto se è già capitato in passato di pagare per quella tipologia di contenuto, più gli intervistati si sono dichiarati disposti a pagare.

I consumatori tendono così ad essere più propensi a pagare per spettacoli teatrali, musica, giochi, video professionali – che includono anche spettacoli televisivi attuali – e le riviste, sebbene per queste tipologie di intrattenimento circa la metà degli intervistati si rifiuterebbe di aderire ad un servizio a pagamento.
Più persone preferirebbero pagare per leggere riviste piuttosto che quotidiani online (39% vs 34%); tuttavia esiste un 31% di consumatori che attribuisce un valore alle news disponibili solo online, tale da giustificare un costo per la loro consultazione.

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Come è facile intuire, sono gli utenti sotto i 35 anni di età quelli più propensi a pagare. Se da una parte c’è la convinzione che i giovani nati nell’era digitale siano più abituati rispetto agli over 35 a disporre di contenuti online gratuiti, dall’altra parte è vero anche che i giovani digitali hanno imparato ad apprezzare e a dare un valore al contenuto online, mostrando quindi allo stesso tempo una maggiore propensione all’idea di un possibile pagamento per questo servizio.

I favorevoli ritengono però che le news dovrebbero rispettare dei criteri precisi, prima di diventare un bene a pagamento: ad esempio permetterne il libero utilizzo e la condivisione una volta scaricate le informazioni e prevedere l’eliminazione della pubblicità (64% degli intervistati). Le aziende stanno sperimentando diverse tipologie di pagamento, da un abbonamento full service a delle transazioni individuali, con micro-pagamenti (eventualità preferita dal 52% degli intervistati).

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Un altro aspetto da non sottovalutare - sottolinea Nielsen - è che quasi la metà degli intervistati (47%) si dichiara disposta ad accettare più pubblicità per ridurre il costo dei contenuti a pagamento. Questa percentuale è più alta nelle regioni meno industrializzate (55% in Asia Pacifico e 57% in Medio Oriente, Africa e Pakistan) mentre scende al 40% circa in Europa e Nord America.

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