Editoria online/ Il New York Times sul web diventa a pagamento. Ma non per chi vi arriva da motori di ricerca e social network

Giovedì, 17 marzo 2011 - 19:21:00

Il New York Times online diventa a pagamento dal 28 marzo (da oggi in Canada): si tratta del maggiore quotidiano generalista a chiedere ai suoi lettori di pagare per l'accesso alle notizie sul web, dopo 15 anni di notizie gratis. "È un giorno importante nei nostri 159 anni di storia di evoluzione e reinvenzione", dice il presidente di The New York Times Company, Arthur Sulzerberg. Che aggiunge: "La decisione si tradurrà in un'altra risorsa di ricavi e rafforzerà la nostra capacità di continuare a investire nel giornalismo e nell'innovazione digitale".

Il modello di abbonamenti scelto dal New York Times ricalca quello del Financial Times: i lettori potranno consultare gratuitamente 20 articoli al mese, oltre questa soglia verrà chiesto loro di pagare. Per l'accesso al sito dal computer e dal cellulare l'abbonamento sarà di 15 dollari al mese, per quello da computer ed e-reader 20 dollari. I lettori che vorranno accedere al New York Times in tutte le sue forme digitali dovranno pagare 35 dollari al mese, mentre ai titolari di un abbonamento al giornale cartaceo non sarà richiesta nessun'altra sottoscrizione.

Per non perdere grandi fette di traffico sul proprio sito web, circa 30 milioni di lettori al mese, oltre ai 20 articoli consultabili gratuitamente il New York Times offrirà accesso gratuito per un numero illimitato di contenuti a chi vi accederà da motori di ricerca, blog e social media come Twitter e Facebook; per chi vi accederà attraverso Google ci sarà un tetto di 5 articoli al giorno. "La sfida è mettere un prezzo al nostro lavoro senza creare un muro fra noi e la rete globale e assicurandoci di continuare a impegnarci per un audience il più vasto possibile", osserva Sulzerberg, riconoscendo gli ostacoli che l'accesso a pagamento può creare e le resistenze mentali dei lettori.

I risultati della decisione del Nyt saranno inevitabilmente seguiti con grande interesse da tutta l'industria editoriale, non solo negli Stati Uniti, dove i giornali cartacei - secondo i dati del Pew Project for Excellence in Journalism - hanno visto calare nel 2010 il numero di lettori di un ulteriore 5% e la raccolta pubblicitaria del 6,4%.

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