Net-guerra Cina-Usa/ Pechino: "Nessun coinvolgimento negli attacchi a Google, Washington dietro gli attacchi degli hacker"
Il governo di Pechino è tornato a negare qualsiasi coinvolgimento nei cyberattacchi a Google. "L'accusa che il governo cinese abbia partecipato a un cyber-attack, in modo esplicito e implicito, è infondata e ha l'obiettivo di denigrare la Cina", ha detto un anonimo portavoce del ministero dell'Industria e Tecnologia. "La politica della Cina sulla sicurezza in internet è trasparente e ferma", ha aggiunto, ricordando che il Paese - la più grande comunità di cibernauti al mondo- è stato esso stesso vittima degli hacker: "La Cina è il Paese che soffre la maggiore quantità di attacchi via internet e affronta da tempo minacce e virus".
L'agenzia ufficiale Xinhua ha ripetuto che c'è Washington dietro la polemica sul caso Google: "Dalla sua cena con i vertici di Google fino al discorso sulla libertà in internet dello scorso giovedì, può vedersi facilmente il segretario di Stato Hillary Clinton dietro il processo", ha detto una fonte. E il Global Times - un quotidiano in lingua inglese che dipende dal People's Day, l'organo ufficiale del Partito Comunista cinese - si è spinto anche oltre, dicendo che c'è proprio Washington dietro gli attacchi degli hacker: "Gli Usa sono il primo Paese a lanciare la guerra di internet", si legge in un editoriale, secondo cui Washington ha "un esercito di 80mila hacker che hanno a disposizione oltre 2mila virus".



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