Giornali in crisi/ Roberto Natale, presidente Fnsi, ad Affari: "Facciamo gli Stati Generali dell'editoria"
di Angelo Maria Perrino
Riforme radicali della professione giornalistica, ridefinizione delle sovvenzioni ai mezzi di comunicazione, un tavolo di discussione con gli editori per investire sul futuro dei lavoratori e non solo per tagliare i costi. Ecco le richieste che Roberto Natale, presidente della Federazione nazionale della stampa, lancia agli editori e al governo. Intervenuto al seminario di Redattore sociale di formazione per giornalisti alla Comunità di Capodarco di Fermo, Natale spiega ad Affari quali sono le proposte della Fnsi per contrastare la crisi della stampa.
Siamo arrivati all'apice della crisi? 
Roberto Natale
"Stiamo arrivando all'uscita di 600 giornalisti: è un bilancio pesante dal punto di vista quantitativo ma anche qualitativo perché escono dal mondo del lavoro i 50-60enni che hanno dato un grosso contributo a questo mestiere"
Quali sono le mosse della Federazione?
"Chiediamo agli editori che la crisi venga affrontata non solo con i tagli ma anche con la capacità di investimento. Gli editori sono interessati al pareggio di bilancio ma non alla funzione civile che i giornali devono assolvere. Ci accontenteremmo di trovare da parte degli editori un atteggiamento non passivo di fronte alla crisi"
Come affronterete in concreto la questione con gli editori? 
Clicca qui per vedere la videointervista a Roberto Natale
"E' necessario un posto dove discutere. Chiediamo al governo di mettere in pratica la proposta che ha lanciato un anno fa di istituire gli Stati generali dell'editoria, cioè una sede dove discutere. L'obiettivo è riformare l'accesso alla professione e fare iniziative nelle scuole per formare i giovani alla lettura. E queste sono cose che si possono realizzare a costo zero"
Anche il sistema delle sovvenzioni va ridefinito, soprattutto riguardo ai nuovi media...
"E' necessaria una riforma anche dei criteri di erogazione delle sovvenzioni del servizio pubblico. E anche per quelle relative alla nuova editoria. Siamo intenzionati a porre un problema rilevante: dare un aiuto tipo start up d'impresa che adesso manca perché viene dato a chi già sta in piedi da anni. Sarebbe come se in una famiglia i genitori aiutassero i figli dai 18 anni in su. Non sono per la difesa dello status quo ma per una riforma radicale".



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