Murdoch vs. Google/ Per il Business Week, un accordo News Corp.-Microsoft farebbe più male al magnate australiano che a Google
La possibile alleanza anti-Google fra Murdoch e Microsoft potrebbe fare male più allo stesso Murdoch che a Google. E' il commento del Business Week sulla trattativa fra News Corp. e il colosso del software per portare in esclusiva i contenuti del Wall Street Journal e degli altri siti del magnate australiano sul motore di ricerca Bing di Microsoft, eliminandoli al contempo da Google. E' vero che Microsoft pagherebbe una certa cifra a News Corp. in cambio dell'esclusiva, ma è anche vero - sottolinea il Business Week - che Bing detiene oggi meno del 10% delle ricerche online contro il 65,4% di Google (dati ComScore di ottobre). Il che significherebbe che Murdoch si ritroverebbe a rinunciare a un'audience significativa (secondo la società di ricerche Hitwise, Google porta al sito del Wall Street Journal il 26,3% del traffico web) in cambio di un non meglio precisato pagamento da parte di Microsoft.
Il Business Week ipotizza peraltro che Murdoch possa sfruttare la trattativa con Microsoft anche in vista della scadenza del contratto (l'anno prossimo) con la stessa Google, che attualmente gestisce in esclusiva la pubblicità su MySpace, il social network controllato da News Corp. Un contratto da 900 milioni di dollari siglato nel 2006: peccato che, da allora, MySpace sia stato surclassato da Facebook come social network più utilizzato al mondo, rendendo di fatto l'accordo meno interessante per Google.
Insomma, Murdoch ha intavolato la trattativa con Microsoft facendo nel contempo la voce grossa con Google, accusato di "rubare" le news del suo gruppo per fare business con Google News. Ma per il Business Week il magnate dei media non è in condizioni di dettare le regole in un braccio di ferro con il motore di ricerca. Che, da parte sua, non mostra particolari preoccupazioni: "Rispettiamo la volontà dei detentori del copyright - si sono limitato a comunicare i responsabili di Google - e se gli editori non vogliono che i loro siti appaiano nei risultati delle ricerche, possono facilmente rimuoverli".



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