News online/ Internet fa rima con gratis. Checché ne dica Murdoch...
Se c’è una parola che fa coppia con internet è certamente “gratuità”. L’esplosione della Rete è in larga parte dovuta al fatto che, pagati i costi di connessione, una montagna illimitata di contenuti è disponibile gratuitamente (in maniera legale o illegale, non importa). Non è un caso infatti che i vari tentativi fatti in passato di pubblicare contenuti a pagamento (specie nel caso dei giornali) siano tutti andati male, anche nel caso di contenuti abbondantemente saccheggiati quando erano free.
Sembra strano che questo principio sfugga a uno che di media ne capisce come Murdoch, che infatti ha annunciato di voler rendere a pagamento l’informazione sui suoi siti (si va dal Wall Street Journal alla Fox News, dal Times di Londra a Sky).
Quale sarà la reazione dei lettori? Certamente la fuga a gambe levate, non c’è da dubitarne. Ed è velleitaria la speranza di prendere gli attuali contenuti così come sono e renderli a pagamento. Un’alternativa c’è, ed è fornire ai lettori contenuti talmente originali e di qualità così alta da spingere il pubblico a sborsare denaro per accedervi (con il rischio di riuscire a incassare solo da minoranze di happy few, rinunciando alla gran massa degli internettiani).
Insomma, per poter pretendere il pagamento dai lettori mettere i lucchetti a quello che c’è già non serve, è necessario fare innovazione e qualità, inventarsi altro. Gli spazi non mancano perché le possibilità del giornalismo online non sono ancora state esplorate tutte (reportage, inchieste, multimedialità, contenuti originali). Solo contenuti pregiati possono giustificare il ricorso alla carta di credito. Fare innovazione però è cosa ben diversa dal passare all’incasso.



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