Pubblicità / Muraglia (Starcom Italia): "Il web advertising è vincente. E le news su internet hanno un ruolo centrale"
di Nicole Cavazzuti
È l’opinione di Marco Muraglia, amministratore delegato di Starcom Italia e presidente della Consulta Media di Assocomunicazione: “Dobbiamo riuscire a trovare il modo di sfruttare bacini di audience enormi per una comunicazione con obiettivi di tipo tradizionale. Il problema è che la risposta degli utenti alla pubblicità tradizionale nei social media è molto bassa, e proporsi come interlocutori credibili all’interno delle comunità virtuali è per i brand estremamente difficile”.
A proposito di social media, Vittorio Bonori, amministratore delegato di ZenithOptimedia Group, sostiene che siano come delle “comete che bisogna sapere sfruttare prima che muoiano”. È d’accordo?
“No, non credo che i social media siano necessariamente delle comete destinate a morire: continueranno a esistere in forme più evolute e ridimensionate in termini numerici ma, così come è avvenuto in passato per gli altri mezzi, non saranno sostituiti da altro. Lo stesso Myspace ha perso sicuramente terreno sia in termini assoluti che nei confronti di Facebook e Twitter, ma è ancora piuttosto in salute e sta semplicemente trovando la sua dimensione, più piccola e più vicina a un sito verticale incentrato sulla musica, che non a una piattaforma sociale indifferenziata. Oggi gli utenti unici di social network sono ben 211 milioni in Europa e 14 milioni in Italia. Insomma: numeri importanti. Per questo il fenomeno va attentamente valutato dalle aziende, anche nell’ottica di monitorare il gradimento del pubblico nei confronti dei propri prodotti attraverso un dialogo diretto con gli utenti”.
Il vero punto interrogativo diventa quindi come sfruttare le piattaforme sociali da un punto di vista pubblicitario? 
Marco Muraglia
“Sì, anche perché nella maggior parte dei casi i social media non fanno altro che dare un corpo virtuale a fenomeni e comunità che già esistono nella realtà. Prendiamo il caso di Obama: il futuro presidente degli Stati Uniti non si è fatto pubblicità su Facebook, piuttosto ha usato la piattaforma per dare spazio, corpo e voce alla folta schiera di persone che già erano suoi seguaci”.
Come sta andando la raccolta pubblicitaria sul web?
“Molto bene: il mercato nel mese di aprile ha registrato un +17% di investimenti su internet”.
Perché internet piace sempre di più agli inserzionisti?
“Per la bassa soglia di investimento e per il profilo medio degli utenti: giovani particolarmente dinamici, curiosi, attivi e aperti ad una comunicazione interattiva e relazionale con i brand”.
Che cosa premia soprattutto il pubblico di internet?
“Che si tratti di contenuti informativi, di intrattenimento o di servizio, gli utenti premiano tutto ciò che ritengono utile o gratificante in quel momento. Specularmente 'puniscono' con scarsa o nulla attenzione i contenuti che esulano dalla loro sfera di interesse del momento. Ecco perché la comunicazione pubblicitaria deve offrire contenuti interessanti o di intrattenimento”.



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