Montanelli/ Il cardinale Tonini: "Non so se si convertì all'ultimo. Ma fu sempre ossessionato dalla ricerca di Dio"

Giovedì, 23 aprile 2009 - 16:05:00

di Antonio Prudenzano

 


IL VIDEO
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Un francobollo per celebrare il centenario della nascita di Montanelli: l'immagine

Il cardinale Ersilio Tonini, 94 anni di acutezza, profondità e apertura alla modernità, è stato un grande amico di Indro Montanelli, che lo invitò anche a collaborare a La Voce. I due si incontrarono in numerose occasioni, parlando tanto, in particolare di fede. A Tonini abbiamo chiesto un ricordo del giornalista, nel centenario della nascita, soprattutto in riferimento alla sua ininterrotta ricerca di Dio: “Ho avuto modo di conoscere Montanelli attraverso l’amico comune Enzo Biagi. Ci incontrammo di frequente, diventando amici. Con lui parlavo soprattutto di temi alti: fede e morte in particolare. Me lo chiedeva lui. Sentiva fortissimo il bisogno di capire. Mi colpivano la sua sensibilità e la sua profondità quando toccavamo questi argomenti. Devo precisare che nel privato era molto diverso dalla sua immagine pubblica”.

Riportiamo al cardinale le dichiarazioni di Cesare Romiti ad Affari, secondo cui Montanelli se ne sarebbe andato “in pace”, trovando finalmente la fede proprio negli ultimi momenti della sua vita: “Non so se si convertì proprio all’ultimo. Non ebbi modo di incontrarlo dopo che venne ricoverato. Di certo, è sempre stato ossessionato dalla ricerca di Dio. Montanelli era un uomo di grandi riflessioni e si scaldava mentre si chiedeva, e mi chiedeva, che cosa avrebbe trovato dopo la morte, sempre nel rispetto delle opinioni in contrasto con la sua. Questi temi lo crucciavano e gli procuravano gioia allo stesso tempo”.

Poi Tonini ricorda le cene e gli incontri nelle montagne del Piemonte con il grande giornalista: “Mi parlava spesso della mamma, che a differenza sua aveva il dono della fede. Volle che l’urna contenente le sue ceneri fosse posta sopra la tomba della madre. Ed era contento quando mi raccontava del suo incontro, tenuto segreto, con Papa Giovanni Paolo II. Era affascinato dalla sua figura”.
Montanelli espresse più volte al cardinal Tonini “la sua felicità per la presenza della Chiesa, che il giornalista considerava un miracolo. Credeva e si batteva per la Chiesa autentica. D’altronde, la cosa che apprezzava di più del sottoscritto, e lo ringrazio di cuore per questo, è il fatto che credeva fossi rimasto prete dentro, nella quotidianità, nonostante la mia nomina a Cardinale, di cui si disse comunque felicissimo. Lo ammetto con sincerità: ricordarlo mi emoziona”.

Ma Ersilio Tonini e Indro Montanelli non parlavano solo di Dio: “Quando chiuse La Voce, il direttore Montanelli era estremamente rammaricato. Quella sera stessa mi telefonò Biagi per darmi la notizia e corsi a trovare Montanelli. Certo, era un uomo forte e non pianse, ma quella per lui fu un’esperienza traumatica. Si sentì tradito e abbandonato da tutti quegli editori e industriali che all’inizio gli avevano fatto grandi promesse”.

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