Mondoblog/ "Quaranta ore dietro la scrivania..." Il blog degli avvocati drogati di lavoro diventa un romanzo
di Elvira Pollina
Immaginatevi una riunione fiume. Decine di uomini in giacca e cravatta attorno ad un tavolo. Una trattativa per un contratto da milioni di euro. Un urlo rompe la discussione sull’inserimento di una clausola. E’ quello di un avvocato che ha seguito tutte le fasi del travaglio della moglie via Blackberry. Ha appena saputo di essere diventato padre. Seguono le congratulazioni dei presenti e un brindisi con lo champagne ordinato per festeggiare la chiusura del contratto. Folli? No. Professionisti seri e rispettabili.
Lavorano nelle sedi milanesi dei grandi studi internazionali, come Simmons & Simmons, Bonelli Erede Pappalardo, Grimaldi e associati.
Uno di loro, sotto lo pseudonimo di Duchesne per due anni ha raccontato in un blog le nevrosi e il cinismo di questo mondo di drogati del lavoro. Altra scena. Chiacchiere durante la pausa caffe’. “Hai saputo della trasferta di Marco a Berlino? Mille euro per due ore con una escort”. “Non ci credo”. “Si”. “Si è fatto fregare. Con quella cifra io ne ho presa una e ci ho fatto tutto il week end”.
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In compenso, però, ci sono gli away day, week end in cui lo studio al completo si trasferisce in un agriturismo. “Occasioni per fare team” sostengono i capi. Che iniziano con la distribuzione di cappellini e felpe con il logo dello studio e dove, tra passeggiate a cavallo e gare di go kart, si consolida lo spirito di squadra. “Salvo poi tornare in studio e sputtanare il collega che se ne va a casa presto. Ovvero prima delle 9 di sera, dopo appena 14 ore in ufficio”. I post di Duchesne piacciono ad un editore che lo contatta e gli propone di scrivere un romanzo: "Studio Illegale" (Marsilio, 16 euro) in libreria dal 4 febbraio.
Duchesne, però, la sua identità non la svela. “Ho scelto di prendere in giro la categoria sbagliata” spiega. “Qualcuno potrebbe riconoscersi. E se gli avvocati s'incazzano sono guai seri”.



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