Mondi virtuali/ Google sfida Second Life e lancia Lively
Google, il big del web, si apre ai mondi virtuali, sfidando Second Li Internet/ Da Second Life al web tridimensionale Mondi virtuali/ Second Life a misura di azienda, Sun lancia Project Wonderland
fe. Nasce Lively, sito in cui è possibile assumere identità diverse e interagire con gli altri. In 3D. Si tratta di un servizio gratuito, che, grazie a un software da installare, consente ai propri alter ego virtuali di entrare in stanze elettroniche. Tra le più popolari quella delle ragazze, la Utopia Room, il Pixel Place, quella della foresta, la gotica e c’è pure un’isola esotica ad attendere i visitatori.
Ogni luogo può essere abbellito con ogni tipo di mobili, incluse anche le cornici con le foto degli utenti e le tv a schermo panoramico in cui vedere clip da Youtube. Si può scegliere tra una serie di avatar (umani e creature fantastiche) con differenti animazioni e possibilità, da vestire in vari modi per esprimere se stessi. I lively users possono invitare amici (o anche la loro famiglia virtuale) in luoghi di cui loro stessi possono scegliere il design e lo stile per parlare e interagire mostrando anche emozioni.
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Con pochi click si può ridere, piangere, abbracciare qualcuno. Per precauzione il servizio è disponibile solo ai maggiori di 13 anni per evitare che i più piccoli si possano trovare in pericolo o in situazioni imbarazzanti. Prima di essere aperto al pubblico il sito è stato testato vari mesi da un gruppo di studenti dell’Università dell’Arizona nella “Labs section”, messa in piedi per provare i prodotti “sperimentali” della compagnia. Anche se Lively è disponibile solo per gli utenti di Windows Xp, Internet Explorer e Firefox, vi si può accedere da blog e social network.
Google sta infatti lavorando a una sua versione per la comunità di MySpace, mentre quella esistente funziona già con Facebook. “Sappiamo che la gente trascorre molto tempo nei social network, vogliamo solamente rendere questo tempo più gradevole”, dice Niniane Wang, manager dell’impresa. Per il momento, continua Wang, Google non intende vendere pubblicità attraverso il servizio. Ma semplicemente incoraggiare la gente a immergersi nella realtà virtuale.
Claudia Nuzzarello



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