McDonald's scivola su Twitter/ Il colosso dei fast food apre il suo account alle storie dei clienti. Ma viene inondato dagli insulti

Scivolone di McDonald's su Twitter. Una vicenda emblematica, quella del colosso dei fast food, emblematica di come le aziende devono evitare di usare i social media per la loro comunicazione. Tutto nasce dalla decisione dell'azienda di aprire sulla piattaforma di microblogging l'hashtag #McDStories: l'obiettivo era quello di fare raccontare ai clienti le loro "storie di McDonald's", intese naturalmente come storie positive, di famiglie felici che vanno a mangiare hamburger e patatine e ragazzi felici del loro McMenu.
Peccato che, a differenza dei cartelloni e degli spot televisivi, i social network siano aperti ai racconti "veri", quelli della gente che scrive della realtà che vede con i propri occhi, non con quelli dei pubblicitari. E la realtà, spesso, non è quella della pubblicità: le logiche della comunicazione 2.0 sono totalmente diverse da quelle tradizionali. Così, il 18 gennaio, quando McDonald's ha chiesto ai suoi quasi 300mila follower su Twitter di condividere le belle storie di tutti i giorni legate al brand, l'account è stato bombardato in pochi minuti di critiche sull'igiene dei ristoranti, sulla qualità dei cibi, sui maltrattamenti dei dipendenti.
Inevitabile la retromarcia dell'azienda, che ha deciso di cancellare da Twitter i messaggi promozionali "annegati" in mezzo alle critiche. "Abbiamo capito in un'ora che non stava andando come speravamo, e abbiamo cambiato la rotta", ha ammesso Rick Wion, direttore della comunicazione sui social media di McDonald’s negli Stati Uniti.
C'è da dire che, nonostante le numerose contestazioni sul social network, il business del colosso dei fast food non soffre: i dati finanziari, diffusi lo stesso giorno, parlano di un utile di 1,38 miliardi dollari, in crescita dell'11% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.


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