Matteo Sordo dice addio a Class Pubblicità
Matteo Sordo dice addio a Class Pubblicità, la concessionaria di Class Editori. L'amministratore delegato, secondo gli ultimi rumors raccolti dal sito advexpress.it, sarebbe pronto a sbarcare nella galassia del suocero Enzo Campione.
LE DUE IPOTESI: RADIO E RETI O PUBLISHARE - Le ipotesi per il futuro di Sordo che si fanno più strada sono due: la prima lo vede approdare, nelle vesti di amministratore delegato, a Radio e Reti, la concessionaria radiofonica di proprietà di Campione, che ha nel suo portafoglio clienti anche Radio Italia Solo Musica Italiana, Circuito Italia 5 e 50 radio locali. La seconda lo vede andare a Publishare, la struttura pubblicitaria creata a fine 2006 da Campione in joint venture con la Mediapason dell'editore tv Sandro Parenzo, diventata in meno di tre anni il punto di riferimento per le grandi tv locali: oggi ne ha in portafoglio 12, fra cui Telelombardia, Antenna 3, Primocanale, Telecupole, Videogruppo, Telecapri.
LA CARRIERA - La notizia delle dimissioni di Sordo, continua advexpress.it, crea preoccupazione in Class Editori, già colpita come tante aziende editoriali dalla crisi del mercato pubblicitario, perché il manager (classe 1971) è considerato uno dei giovani rampanti della pubblicità: cresciuto proprio in via Burigozzo come vice di Fabrizio Piscopo nei primi anni 2000, ha seguito il suo maestro in Sky Pubblicità quando nel 2004 Murdoch ha deciso di creare anche in Italia una concessionaria interna rompendo anticipatamente il contratto con Cairo. Nel gennaio del 2007, terminata la gavetta, si è separato da Piscopo per tornare in Class Pubblcità come numero uno.
CLASS EDITORI E IL CALO DELLA RACCOLTA PUBBLICITARIA - Come tutti gli editori, anche Class, sta attraversando un 2009 di sofferenza pubblicitaria, ma resiste meglio rispetto alla media del mercato: il calo della raccolta nel primo semestre è stato infatti del 20% contro il 25% del mercato quotidiani e il 30% del mercato periodici (dati Fcp-Fieg, pubblicità commerciale nazionale), mentre i ricavi complessivi solo scesi nello stesso periodo del 10,9% a 58,4 milioni di euro. Non è un caso che Class Editori ha affrontato la crisi senza mettere in atto nessun esubero di personale, pianificando invece la riduzione volontaria degli stipendi del 10% per 12 mesi.



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