Rivoluzione a fumetti/ Disney acquista la Marvel per quattro miliardi di dollari

Lunedì, 31 agosto 2009 - 19:14:00

di Luca Spoldi

Ai suoi character più noti ha fatto ricorso a piene mani Hollywood in questi anni per sfornare blockbuster a ripetizione: l’Uomo Ragno (tre film finora, 2,5 miliardi di dollari di incassi), gli X-Men (quattro titoli, 1,6 miliardi di dollari al botteghino), Devil, Iron Man, Hulk, i Fantastici Quattro, il Punitore sono ormai nomi noti non solo ai ragazzi appassionati di fumetti ma anche ai loro genitori. In tutto oltre 5mila personaggi che la Marvel, la “piccola Disney” americana, ha sviluppato nel corso della sua storia e che ora finiranno nel portafoglio di “mamma Disney”, che oggi ha annunciato un’offerta da 4 miliardi per rilevare la più piccola rivale, offerta valida a patto che ottenga l’adesione di almeno il 40% degli attuali azionisti della Marvel.


L'Uomo Ragno, uno dei più famosi personaggi Marvel
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La strada del successo per Marvel Enterteinment, nata nel lontano 1939 come casa editoriale col nome di Timely Comis e trasformatasi nella “casa delle idee” nel 1961 sotto la guida di Stanley Lieber (noto come Stan Lee da tutti gli appassionati del genere), non è stata tuttavia sempre in discesa, anzi col passaggio della proprietà da Stan Lee al miliardario Ron Perlman, per 82,5 milioni di dollari, negli anni Novanta il gruppo arrivò a sfiorare il fallimento nonostante i successi iniziali della nuova gestione che ne combinò le attività con quelle del produttore italiano di figurine Panini e con le editrici Welsh Publishing e Malibu Comics formando un gruppo da 700 milioni di dollari.

Molta acqua è passata sotto i ponti, Perlman ha a sua volta passato la mano e il gruppo è cresciuto fino a diventare una compagnia da 3,8 miliardi di dollari di capitalizzazione, con un Ebitda di circa 482 milioni di dollari ed con accordi di licenze nei campi più disparati, dai giocattoli (Hasbro, Mattel) ai videogame (Activision), dal cinema (Lions Gate) ai prodotti di consumo (Coca-Cola, General Mills). Quanto basta per generare, nel 2008, un fatturato legato alle vendite al dettaglio di 5,7 miliardi di dollari, sul quale la società ha mediamente guadagnato una provvigione del 5%, la metà circa di quanto si porta a casa la Walt Disney Company per analoghi accordi.

La crescente concorrenza dei manga giapponesi e la mancanza di nuovi film quest’anno e il prossimo (un nuovo capitolo della saga dell’Uomo Ragno dovrebbe uscire nel 2011, altri progetti riguardano personaggi come Thor, Capitan America e I Vendicatori), oltre alla crisi dei mercati, avevano portato il titolo a calare fino sui 22,8 dollari ad azione ai primi dello scorso mese di marzo, prima di risalire attorno ai 39-40 dollari delle ultime sedute prima dell’annuncio odierno di Disney, che offre agli attuali azionisti del gruppo 30 dollari per azione più 0,745 azioni Disney (oggi in calo a 26,37 dollari l’una) per ogni azione Marvel ceduta, per una valutazione complessiva attorno ai 49-50 dollari a titolo, valore poco al di sotto del quale si sono subito portati i titoli Marvel ad avvio di seduta a Wall Street.


Capitan America
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Soddisfatto il numero uno di Disney, Bob Iger, secondo il quale l’arricchimento del portafoglio di personaggi consente di sfruttare “una significativa opportunità per la crescita a lungo termine e la creazione di valore”, mentre anche il Ceo di Marvel, Ike Perlmutter,  non può certo dirsi dispiaciuto, visto che conserva il posto e che lavorerà con il management della Disney (che nel 2006 aveva già acquisito i Pixar Animation Studios) per favorire l’integrazione dei due gruppi.

Un’integrazione che promette nuove aperture di parchi tematici e nuova linfa per quanto riguarda cartoon, videogame e soprattutto film da rivendere in dvd dopo averli fatti circolare per le sale cinematografiche.  Un mercato, quello dei film in dvd, che continua a calare anno dopo anno ma che vede una sempre maggiore concentrazione degli acquisti su pochi titoli di successo. Topolino, insomma, punta sull’effetto botteghino e per questo non bada a spese (la valutazione incorpora un premio del 30% piuttosto consistente per acquisizioni di questa portata), sperando di innalzare la redditività della sua preda ai livelli medi del gruppo nei prossimi anni.

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