Marketing/ Per Batman viral, guerrilla e Wom
Non stiamo parlando delle diaboliche e pericolose azioni del Jocker. E nemmeno di nuove spettacolari armi del Cavaliere Oscuro. Sono, invece, le tecniche di coinvolgimento delle persone, on e off line, per fargli vivere “esperienze”, e non solo “consumare” prodotti, intrattenerli e trasformarli in alfieri della marca attraverso la costruzione di un mondo di marca sempre più “fisico” oltre che valoriale, utilizzate dalla casa di produzione, 42 Entratainment, per il lancio dell’ultimo capitolo della saga dell’eroe Marvel. 1.jpg)
I fan americani di Batman hanno, infatti, potuto vivere e prepararsi al film già dal 2007, con un prelancio iniziato a ben 13 mesi dall’uscita nelle sale. Nel web, a maggio 2007, dal nulla, spunta un sito. È quello della campagna elettorale di Harvey Dent, IBelieveInHarveyDent.com, candidato procuratore per la città di Gotham City. Come un vero sito di un Obama o di una Clinton, riporta programma, biografia, contatti. Ma poco dopo, ecco un malefico intervento di un hacker che imbratta il sito e lo rende come possiamo vederlo oggi se lo clicchiamo. È l’inizio della guerra senza quartiere del crimine di Gotham City alle istituzioni. Altro che antipolitica.
Ma non finisce qui. Nascono le versioni on line del Gotham Times che riporta sconcertanti notizie di gravi misfatti avvenuti nella città. Anche questo sito viene presto preso d’assalto da malefici hacker che si firmano con la carta del Jocker. E poi, il sito del dipartimento di polizia di Gotham City, dallo speranzoso nome wearetheanswer.com, il sito di Dana Worthington, avversaria di Dent, DanaWorthington.com. E ancora l’unione civica a favore di Batman, CitizensForBatman.org e così via per circa 25 siti costruiti e vandalizzati tra il 2007 e il 2008.
È autoevidente. La situazione a Gotham sta degenerando. La cronaca potrebbe continuare. E noi appassionarci alla situazione con lo stesso pathos con cui seguiamo delitti estivi, atti vandalici dei tifosi e lotte politiche italiane. Probabilmente ne parleremmo ai nostri amici. Forse commenteremmo che siamo una società alla deriva, che l’assenza di valori sta conducendo a questo sfacelo.
(Segue - La pubblicità irrompe dentro la realtà...)



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