Magrini (Google Italia): "Gli editori che se la prendono con Google imparino a usare il web"
“La denuncia presentata dagli editori di giornali della Fieg all’Antitrust per abuso di posizione dominante? Mi sembra un’operazione pretestuosa, strumentale, per ottenere vantaggi tattici a breve termine”.
Lo sostiene Massimiliano Magrini, fino allo scorso luglio country manager di Google Italia, in un’intervista pubblicata sul numero di settembre di ‘Prima Comunicazione’, in edicola da domani martedi’ 22 settembre.
"GLI EDITORI IMPARINO A USARE IL WEB" - Secondo Magrini, invece di prendersela con Google, gli editori dovrebbero imparare a gestire meglio il cambiamento, a usare meglio Internet. Il vero problema non e’ Google, e’ l’innovazione tecnologica; sono le tecnologie che trasformano il mondo dei media in maniera radicale. Google si muove nella direzione del cambiamento, ne capisce le logiche e riesce a capitalizzarle. Gli editori no. Gli editori si portano dietro un modello organizzativo e di business consolidato in anni di attivita’, quindi fanno molto fatica a cambiare. Google invece e’ una realta’ nuova ed ha saputo sfruttare meglio di altri il mutamento di paradigma, favorendo l’innovazione”.
LA SOCIETA' ANNAPURNA - Dopo aver lasciato Google, Massimiliano Magrini ha costituito una sua societa’, Annapurna Ventures, che si propone di fare a Milano quello che i venture capitalist statunitensi hanno fatto nella Sylicon Valley: favorire, grazie all’apporto di capitali freschi, la nascita di nuove aziende nel campo dei media e delle tecnologie. Annapurna, di cui Magrini e’ amministratore delegato, fara’ anche consulenza, aiutera’ cioe’ le imprese gia’ esistenti a gestire la transizione al digitale, lo sviluppo su Internet. “In particolare”, spiega Magrini, “siamo interessati a tutto l’ambito dei media con una base tecnologica, all’utilizzo della tecnologia per aggregare le informazioni creando meccanismi di interazione con gli utenti. Un altro ambito in cui vogliamo lavorare e’ quello delle ricerche specializzate, della segmentazione verticale dell’informazione”.



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