LinkedIn in borsa/ Il social network per professionisti debutta col botto a Wall Street: titolo a +100%
Debutto col botto per LinkedIn, che all'esordio a Wall Street, sul New York Stock Exchange, sono salite da 45 dollari del collocamento fino a 92,99 dollari, con un rialzo del 100%. Dalla quotazione la società ha raccolto 352,8 milioni di dollari, una cifra che rende quella del social network per professionisti una delle IPO più importanti dai tempi del collocamento di Google nel 2004.
Martedì LinkedIn ha comunicato profitti nel primo trimestre per 2,1 milioni di dollari, su un fatturato di 93,9 milioni; nel 2010 la società ha registrato profitti per 15 milioni di dollari su un fatturato di 243 milioni. Negli anni precedenti LinkedIn aveva sempre riportato bilanci in rosso con la sola eccezione del 2006, quando registrò un utile di 32 milioni di dollari.
Attualmente il social network conta oltre 100 milioni di iscritti, più della metà dei quali al di fuori degli Stati Uniti. I dipendenti sono 1288 al 31 marzo scorso, molti di recente assunzione: il 58% è nella società da meno di un anno, quasi l'80% da meno di due anni.
La quotazione di LinkedIn potrebbe aprire la strada alle altre IPO di social network e dintorni attese nei prossimi mesi: Facebook, Twitter, Groupon e Zynga. Un successo dell'IPO potrebbe infatti coinvincere definitivamente i dirigenti di queste società a sbarcare a Wall Street.
A titolo di confronto, il cosiddetto "Facebook cinese", Renren, quotatosi sulla borsa Usa all'inizio di questo mese, ha guadagnato il 29% nel primo giorno di contrattazioni, ma si è trattato solo di un boom speculativo: oggi il titolo si trova al di sotto del valore dell'offerta iniziale.
La struttura societaria di LinkedIn, analogamente a quella di altre società come Google e Facebook, prevede due diversi tipi di azioni, così da consentire agli attuali proprietari di mantenere saldamente il controllo anche dopo la quotazione in borsa: il cofondatore Reid Hoffman e altri dirigenti detengono infatti azioni di classe B, che hanno diritti di voto dieci volte superiori a quelli delle azioni di classe A, quelle che sono offerte al pubblico. Dopo la IPO, Hoffman e la moglie mantengono il controllo su oltre il 20% del capitale di LinkedIn.



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