La videointervista/ Paolo Liguori: "Orfeo al Tg1? Lo meriterebbe. Meglio lui di Ezio Mauro con la sua tristissima Repubblica...
"De Bortoli al Corsera? Lo ritengo un ritorno forzato, scialbo, stiracchiato. Ecco, siamo tutti un po' tifosi di Mieli. Non foss'altro che per il modo in cui è avvenuto questo cambio. Purtroppo questa proprietà del Corriere ha messo in ginocchio il giornale". Paolo Liguori, direttore del TgCom, in una chiacchierata con Angelo Maria Perrino, direttore di Affaritaliani, parla dei media e dei suoi protagonisti. Senza peli sulla lingua: "Riotta al Sole 24 Ore? Per lui questa può essere una bella avventura. Come per me lo è stato internet. Non avrei mai immaginato allora di entrarci, non penserei mai adesso di rinunciarci".
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Liguori non risparmia nemmeno Enrico Mentana
, dopo il licenziamento da parte di Mediaset: "Mentana ci manca nello scenario dell'informazione. Tuttavia, è lui a non capacitarsi e a non farsi quadrare le cose. Si è chiuso in una posizione di autoisolamento. E invece dovrebbe aprirsi al resto del mondo dell'informazione. Così si accorgerebbe di quanto è stimato. Ha assunto un atteggiamento un po' nevrotico. Al contrario di quasi tutti noi, per lui, l'addio a Canale 5 ha rappresentato il primo passo indietro della sua carriera. Già visse come una tragedia l'addio al Tg5. Però sappiamo che i caratteri dei grandi giornalisti si sono formati proprio sugli stop di carriera. Bisogna essere flessibili, in termini di reddito, mansioni e testate".E sulla candidatura di Mario Orfeo alla direzione del Tg1, nonostante gli scarsi risultati ottenuti a Il Mattino in termini di diffusione e ricavi: "I risultati dei giornalisti - dice il direttore di TgCom - si devono valutare in termini relativi. C'è chi, magari come Mieli, non porta i grandi numeri ma migliora notevolmente la qualità. Così Orfeo al Mattino. In una situazione così pesante come quella dei rifiuti di Napoli, lui ha assunto una posizione chiara, netta. Ha condotto inchieste durissime sulla spazzatura campana. E questo non è da tutti. Specie se sei direttore del Mattino. Specie se lo confronti alla tristezza e alla conservazione propria del più grande giornale italiano, Repubblica, che continua a difendere allo strenuo certi valori che si reputano della sinistra. Una Repubblica che deve sempre e comunque attaccare Berlusconi, qualsiasi cosa faccia. Se pensi alla scadenza di Mauro, che ha ereditato il giornale di Scalfari e non si è mai scostato un millimetro, nel timore che potesse incrinare i pensieri e le convinzioni dei suoi lettori. Se pensi a questo, chapeau a Orfeo".



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