Una lettera svergogna Murdoch & co.
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LA LETTERA - Ribattezzato dalla stampa inglese "the smoking gun", lo scritto è già agli atti dell' inchiesta. L'autore è Clive Goodman (giornalista già arrestato per avere ordinato lo spionaggio del telefonino del principe William), che il 7 marzo 2007 la inviò al direttore delle risorse umane del gruppo. Goodman dice che i pagamenti al detective privato responsabile delle intrusioni telefoniche furono effettuati da manager del gruppo, che altri membri dello staff stavano eseguendo le medesime procedure, che se ne discuteva ampiamente nella riunioni quotidiane fino a che fu vietato ogni esplicito riferimento ad esse dal direttore del tabloid, all’epoca Andy Coulson, l’ex responsabile della comunicazione di Downing Street. Dunque, da ben 4 anni i vertici del gruppo Murdoch sapevano e hanno taciuto. Inoltre, la lettera sarebbe stata manomessa, come dimostrano le due versioni esistenti. Una è quella originaria con le accuse di Goodman e l'altra, quella ripulita, citata dagli stessi Murdoch nella loro audizione ai comuni ma senza i riferimenti più compromettenti. L’ufficio legale dei Murdoch (Harbottle & Lewis) ha affermato che, su suggerimento della polizia, tolse i nomi delle persone coinvolte. Chi invece ha operato un vero e proprio colpo di spugna su interi paragrafi sono stati i piani alti di News International, lo società dei Murdoch che pubblica i giornali nel Regno Unito. "E’ difficile dare credito a James Murdoch", sostengono adesso gli avvocati di Harbottle & Lewis. Ai quali arriva a dare manforte persino l’ex direttore degli affari legali del gruppo, Jon Chapman, che punta l’indice: "Le testimonianze dei Murdoch sono ingannatrici".



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