La Lega ribadisce: "No al canone"
"Abolire il canone Rai, nonché la relativa tassa di concessione governativa, definendo una forma alternativa di finanziamento del servizio pubblico radiotelevisivo secondo criteri di equità, efficacia ed appropriatezza". 
Davide Caparini
L'abbonamento Rai è all’ordine del giorno per l’on. Davide Caparini (Lega Nord), segretario di Presidenza in commissione di Vigilanza, che lo ha presentato durante la discussone generale alla Camera dei deputati sul decreto legge correttivo al pacchetto di misure anti-crisi.
Già da tempo, il parlamentare del Carroccio sostiene con forza la causa della soppressione del canone Rai: "Si tratta di una tassa che non ha più motivo di esistere per diverse ragioni: prima di tutto è antiquata, perché istituita nel 1938, quando ancora non era nata la Televisione. Inoltre è iniqua e profondamente ingiusta, sia territorialmente che socialmente. Mentre nel Nord del Paese il mancato pagamento di questa imposta si attesta al 5 per cento, al Sud si ha un'evasione del 30 per cento con alcuni comuni che vanno oltre il 90 per cento. Socialmente, invece, è iniqua perchp colpisce tutte le fasce di reddito".
Il maggiore pluralismo e l’avvento delle nuove tecnologie, a parere dell’esponente della Lega Nord, fanno il resto: "Con l'ingresso di nuovi editori e l'apporto delle moderne tecnologie, come DTT, DDT, DVbh, TV satellitare, ADSL, WI-FI e cavo e analogico, il mercato radiotelevisivo è profondamente cambiato, rendendo il canone un balzello ulteriormente privo di senso."
Anche il Movmento per l'Italia, inoltre, sta raccogliendo le firme per l'abolizione del canone Rai. "Credo - ha spiegato la leader del partito, Daniela Santanchè - che il Parlamento italiano debba discutere nuove regole per la tv di Stato". Quel che non le è gradito, infatti, è che una tassa imposta indistintamente a tutti gli italiani sia utilizzata per la trasmissione di programmi, come quello di Santoro, che si registrano avversi ad una parte politica, nella fattispecie al centrodestra. "Non vogliamo finanziare con i nostri soldi chi sputa alla maggioranza degli italiani - ha concluso la leader del Movimento per l'Italia - Non vogliamo cattivi maestri. Vogliamo che la tv di Stato venga riconsegnata ai cittadini.



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