La7, l'arma di Bernabé contro Berlusconi/ Arrivano Fazio e Saviano, "e con Santoro la trattativa è ancora in corso". E intanto Telecom Italia Media fa gola a Murdoch

Giovedì, 23 giugno 2011 - 19:28:00

Rai/ Liofredi ad Affaritaliani: "Solo Santoro può sostituire Santoro"
Come anticipato da Affaritaliani, "Vieni via con me" trasloca su La7. Il programma di Fabio Fazio e Roberto Saviano, andato in onda nella scorsa stagione su Raitre, sarà ospitato dalla rete del gruppo Telecom Italia Media. Ad annunciarlo lo stesso Saviano in collegamento telefonico con la presentazione del palinsesti autunnali di La7.

In tutto saranno otto puntate, ma solo quattro con il duo Saviano-Fazio: essendo il conduttore di Rai 3 impegnato a "Che tempo che fa" e avendo ottenuto da viale Mazzini una deroga per sole quattro puntate, Saviano inizierà con quattro puntate affincato da un volto non ancora scelto; soltanto dal 1° maggio Fazio si ricongiungerà a Saviano per proseguire fino a giugno con il programma che avevano proposto insieme su Rai 3 la scorsa stagione. Lo rende noto l'amministratore delegato di Telecom Italia Media, Gianni Stella, durante la presentazione dei palinsesti autunnali di La7.

saviano
Roberto Saviano
"Mal sopportato" dalla Rai e "non amato in nessun modo da questo Governo come se questa fosse la condizione per non parlare". Come reazione a questa situazione, Roberto Saviano ha espresso la propria contettezza per l'approdo di "Vieni via con me" su La7. In collegamento telefonico con la presentazione del palinsesti autunnali della rete, Saviano ha annuinciato il trasferimento della trasmissione da Rai 3, spiegando: "Dopo che per lungo tempo hanno cercato di cancellare, dimenticare, renderla impossibile, sono felice che La7 ridia la possibilità di tornare a parlare, di tornare a raccontare a un pubblico che spero essere il più ampio e trasversale possibile. Aspetto che Fabio (Fazio, ndr) finisca "Che tempo che fa" e poi sarà libero, a maggio, di lavorare a "Vieni via con me". Quindi per me è una nuova esperienza ed è particolarmente emozionante perché per la prima volta torno a pensare a un progetto televisivo e alla possibilità di farlo in un luogo che penso possa essere, non solo in questo momento ma anche in futuro, un territorio di libertà e creazione. Questo - ha concluso - mi è molto mancato in un anno in cui in Rai invece sentivo di essere mal sopportato e soprattutto non amato in nessun modo da questo Governo. Come se questa fosse la condizione per non parlare. Quindi sono molto contento".
Stella aggiunge che la trattativa tra La7 e Michele Santoro è ancora in corso, sottolineando che "dal punto di vista economico non c'è problema
, è stato trovato un accordo di massima e spero che si possa arrivare presto all'annuncio e di riuscire a firmare questo contratto. Non è facile - ha aggiunto -, Santoro è un volto di pregio vuole avere le sue tutele".

Sotto la colonna "partenze" figura soltanto il nome di Ilaria D'Amico, conduttrice del programma "Exit" che ha firmato un contratto in esclusiva con Sky. In compenso arrivano Gianluigi Nuzzi, Filippo Facci e una delle Parodi, ovvero quella Benedetta che ha scalato le classifiche dei libri con il volume del programma culinario di Studio Aperto. Di cucina, ovviamente, si occuperà anche sulla rete di Telecom Italia Media. Il resto è storia di conferme: Gad Lerner, Daria Bignardi, Antonello Piroso, Lilli Gruber, Maurizio Crozza, Luca Telese, Luisella Costamagna, Geppi Cucciari ed Enrico Mentana.

Riguardo i rumors su un possibile passaggio di mano di Telecom Italia Media, l'a.d. spiega che non c'è "nessuna trattativa in corso" per l'eventuale ingresso di altri soci nel capitale, aggiungendo però che ci sono, invece, "ipotesi di lavoro su cui stiamo lavorando e che presenteremo agli azionisti per rappresentare nel miglior modo questa azienda. Se poi sarà nel gruppo Telecom o da soli, o con Telecom e altri soci, questo lo vedremo".

In Borsa il titolo Telecom Italia Media si è impennato a giugno, da quando cioè si sono diffuse le voci di un arrivo di Michele Santoro, che ha chiuso il suo contratto con la Rai (ma che Massimo Liofredi, direttore di Rai 2, vorrebbe "recuperare" per la prossima stagione, visto il peso del conduttore negli ascolti della rete, vedi box), di Fabio Fazio e di altri volti "poco graditi" in viale Mazzini dalla maggioranza di governo. E fra gli analisti di Piazza Affari - secondo quanto risulta ad Affaritaliani - si parla insistentemente di un interesse di un "grande operatore internazionale" per TI Media e le sue tv (oltre a La7 ci sono anche La7d, Mtv e le sue derivazioni tematiche sul digitale terrestre). Qualcuno mormora apertamente il nome di Rupert Murdoch, anche se difficilmente l'antitrust digerirebbe senza mal di pancia una concentrazione Sky Italia-La7 nelle mani dello "squalo" australiano.

Resta il fatto che quella che una volta era la "cenerentola" delle tv, relegata nei meandri della galassia Telecom, oggi è un gioiellino che attrae l'interesse di molti. Tanto più che Telecom Italia Media potrebbe raggiungere in anticipo il pareggio di bilancio, come prospettato dallo stesso Stella: "I nuovi volti potrebbero anticipare quanto previsto dal piano industriale per il raggiungimento della linea di profitto". Senza contare che a nessuno è sfuggito il cambio di atteggiamento del numero uno di Telecom, Franco Bernabé. Non che il manager si sia innamorato di punto in bianco della televosione, che continua a ritenere "periferica" La7 rispetto al business delle tlc: il fatto è che Bernabé ha capito che può usare La7 ben comprendendo il peso politico che una tv "scomoda" può avere nei confronti di un governo "teledipendente" come quello di Silvio Berlusconi. Che peraltro dorme sonni poco tranquilli al solo pensiero di una rete indipendente che si inserisca nel "monoduopolio" Rai-Mediaset e sottragga ascolti al gruppo di cui è proprietario.

 

la7
L'andamento di Telecom Italia Media in Borsa nell'ultimo anno (da Borsa Italiana)
Una La7 con Mentana, Santoro, Saviano, Fazio, Lerner diventa così per Bernabé - uno abituato sin dai tempi dell'Eni a non "farsi mettere i piedi in testa" dal potere politico - un'arma importante nella battaglia che il manager sta conducendo con il Governo sulla questione della NGN, la nuova rete a banda larga in fibra ottica sulla quale il ministro Romani vuole imporre a Telecom l'obbligo di coordinamento con gli altri gestori concorrenti e di concessione dell'unbundling come avviene per la rete tradizionale in rame. Vincoli che l'ex monopolista delle tlc ha tutta l'intenzione di evitare.

Chi festeggia intanto è Urbano Cairo, visto che nei primi sei mesi del 2011 la crescita della raccolta pubblicitaria per La7 è stata del "32% rispetto all'anno precedente. Se poi si aggiunge La7d si arriva al 38%". "I conti totali non li conosco - aggiunge Cairo - ma è chiaro che questo porta una marginalità in più. Se raggiungiamo l'obiettivo dal 2011 al 2014, il contratto sarà rinnovato automaticamente fino al 2019".

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