Editoria/ La nuova tv? Nasce in azienda
Tv aziendali. O business tv. Sono realtà sempre più diffuse anche nel nostro paese, canali video prodotti e distribuiti in azionda per veicolare il racconto del proprio business. Ne abbiamo parlato con Giampaolo Colletti, co-fondatore e membro del comitato direttivo dell'osservatorio dell’Università Bocconi sulle business tv. 
Giampaolo Colletti
Colletti qual è lo stato dell'arte delle business tv oggi in Italia?
“Ad oggi in Italia sono attive una trentina di business tv, un'esperienza che in azienda si colloca a metà strada tra Risorse Umane, Marketing e Comunicazione Interna. Il fenomeno è in espansione, anche se c'è un forte ridimensionamento dei budget di investimento”.
Qual’è il trend?
“Lo sviluppo sta andando in un senso multidirezionale, noi parliamo di business tv di seconda generazione, quelle più orizzontali, da community. Lasciano il microfono aperto non più solo al top management ma anche agli stessi collaboratori, che si video-raccontano. L'altro possibile sviluppo è quello che trasforma la business tv in brand tv, cioè una web tv relazionale in costante dialogo col cliente finale”.
Chi fa business tv in Italia?
“Attualmente fanno tv in azienda Popolare Italiana, Popolare di Vicenza, Cariparma, Generali, Ras, BNL, Telecom Italia, Tre, Vodafone, Wind, Magneti Marelli, Costa Crociere, Diesel, Zurich, Ras. E poi ci sono le business tv che si orientano alla rete di vendita, come le agenzie immobiliari Pirelli Re e Professione Casa. O ancora quelle per i pubblici esterni, come Epson, Gewiss, Mediolanum o Technogym”
Quali vantaggi portano, in termini aziendali, queste televisioni?
“La business tv accresce la condivisione dei valori, il coinvolgimento nella cultura di impresa. Rende i collaboratori e gli stakeholders ai quali si rivolge più addentro alle dinamiche aziendali, creando maggior consapevolezza del proprio business e del mercato di riferimento. Ecco perché le aziende che hanno attraversato fasi di acquisizioni e accorpamenti hanno dialogato sfruttando le web tv. Penso a Intesa San Paolo e a Vodafone, per fare due esempi”.
All'estero com'è la situazione?
“Molto sviluppata in America, dove alla fine degli anni 70 American Express ha creato la prima televisione di questo genere. In Europa la tv d'azienda entra nelle corde soprattutto dei grandi gruppi automobilistici, come Audi, Ford, Bmw, Volkswagen, Daimler Chrysler, Porsche e Renault”.
Come pensate si svilupperà il settore nei prossimi anni?
“Il futuro? Brands produce their own shows, titolava lo scorso autunno il New York Times. Ad oggi Bud, Sneakers o Unilever producono serie tv customizzate. Burger King, Nike o Pepsi creano veri e propri web-movie seriali. Questa potrebbe essere una chiave del futuro”.
Alessandro Rimassa



Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.



















