La Cina si siede sul Ces

Venerdì, 13 gennaio 2012 - 08:58:17

di Stefano Fossati

lenovo k800Lo smartphone Lenovo K800

Sarà la cinese Lenovo a lanciare il primo smartphone dotato del nuovo chip per dispositivi mobili annunciato da Intel. Un processore con cui il colosso americano vuole contrastare il (quasi) monopolio nel settore dell'architettura Arm abbracciata da Qualcomm e Nvidia. Ed è significativo che, nonostante Intel abbia annunciato contestualmente un'alleanza con Motorola, sia un'azienda cinese a presentare il primo "Intel phone" al Ces: il K800, questo il suo nome, debutterà sul mercato cinese (non su quello americano e nemmeno su quello europeo) nel secondo trimestre dell'anno, oltre al chip Atom da 1,6 GHz di Intel avrà il nuovissimo sistema operativo Android 4.0, touch screen da 4,5 pollici, videocamera da 8 megapixel e uscita tv HD.

Del resto, i dati diffusi dalle società di analisi alla vigilia dell'apertura della fiera di Las Vegas mostravano come, nel 2012, a trainare la crescita del mercato dell'elettronica di consumo saranno i cosiddetti paesi in via di sviluppo (Cina, India e Sud America), mentre Europa e Stati Uniti resteranno sostanzialmente al palo, stretti nella peggiore crisi dal secondo dopoguerra.

Certo, Lenovo non è un nome emergente sul mercato mondiale: dopo avere acquisito, nel 2005, la divisione personal computer di IBM, il colosso cinese è oggi secondo solo ad HP nelle vendite mondiali di pc. E da tempo sta diversificando la sua produzione: nel 2011 ha presentato il primo ultrabook, un dispositivo a metà strada fra un notebook e un tablet. E, guarda caso, gli ultrabook sono uno dei fenomeni del Ces 2012. Logico pensare, quindi, che fra i produttori di telefoni cellulari l'ingresso di Lenovo in questo settore provochi qualche mal di pancia, dopo quelli già provocati dalla crescita di altre aziende cinesi come Huawei o ZTE.

Ma a leggere le cronache dal Ces, va registrato il boom di espositori cinesi emergenti: società - per la maggior parte provenienti da Shenzen, importante distretto industriale vicino a Hong Kong - che fino a oggi difficilmente hanno fatto capolino fuori dal Paese della Grande Muraglia, impegnate com'erano a soddisfare l'enorme domanda generata dal mercato domestico. Ma che ora, in piena recessione dell'Occidente, si preparano a conquistare fette importanti del mercato mondiale.



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