L'Unità/ L'empasse dei sindacati: Epifani e Rinaldini si schierano per il giornale, ma non contro Soru...

Giovedì, 5 marzo 2009 - 14:47:00

La Cgil è pronta ad aiutare l'Unità: "Diciamo che abbiamo un interesse generale perché è un giornale da sempre vicino al mondo del lavoro e poi abbiamo un interesse piu' preciso perché l'Unità parla da sempre delle nostre battaglie. Le modalità con cui questo interesse può trasformarsi in qualcosa di più sono tutte da vedere, anche noi facciamo parte di coloro che vogliono capire quello che sta succedendo". Così Guglielmo Epifani intervenendo telefonicamente a "Titoli" su Red, condotto da Elisa Calessi e Oscar Giannino. "Per quanto riguarda la partecipazione azionaria - ha continuato Epifani - lo escludo, fatto sta che però io credo che di fronte ad un piano di risanamento si possano studiare altre cose come forme di abbonamenti o di pubblicità. Ci siamo sentiti con il direttore ed ho saputo di questo momento di difficoltà, stiamo anche noi facendo quello che possiamo fare per dare una mano".

E si mobilita per il quotidiano anche il segretario generale della Fiom-Cgil, Gianni Rinaldini, che ha inviato una lettera al direttore de l'Unità, Concita De Gregorio.
Questo il testo: "Caro Direttore, il fatto di non aver trovato oggi in edicola l'Unità ha creato anche in me un senso di sorpresa e di allarme. E questo non perché lo sciopero dei giornalisti de l'Unità, causa immediata della mancata uscita del giornale, non fosse stato annunciato, ma perché a monte di questa scelta di lotta, che immagino amara, c'è un piano aziendale di ristrutturazione formulato, peraltro, a brevissima distanza dal lancio di una nuova stagione del vostro giornale. Piano che, evidentemente, ha incontrato il deciso dissenso della redazione. Su tale piano, non sta a me esprimere un giudizio di merito. Desidero però dire a Lei, e per Suo tramite all'intera redazione, che considererei un'ipotesi sciagurata non solo la chiusura del giornale, ma anche un suo drastico ridimensionamento.

Ciò per due motivi principali. In primo luogo, perché una voce come quella de l'Unità mi sembra costituisca un elemento essenziale del dibattito democratico; e ciò tanto più in un panorama dell'informazione così degradato come quello che oggi ci circonda. In secondo luogo, perché, fin da quando fu fondata da Antonio Gramsci, poi negli anni tragici della clandestinità, poi ancora dopo la Liberazione e fino ai giorni nostri, l'Unità, pur tra alterne vicende, è sempre stata un giornale che si è contraddistinto per la continuità e l'intensità dell'attenzione rivolta al Lavoro e alle sue ragioni. Dico dunque a Lei, a Voi, che in questo momento di inattesa difficoltà del giornale ci sentiamo, senza incertezze, al vostro fianco".

Oggi Antonio Saracino, a.d. della Nie (la società editrice de l'Unità) presenta il piano al cdr. I tempi sono stretti: se entro il 23 marzo non si trova liquidità, la società diventerà tecnicamente insolvente e non ci sarà alternativa al fallimento.

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