L'Espresso/ Niente dividendi nel 2009 e forse anche nel 2010. E crolla anche la radio

Mercoledì, 18 febbraio 2009 - 11:19:00

Nuovi sacrifici in vista per Carlo De Benedetti: L’Espresso non distribuirà utili quest’anno e c’è il rischio che succeda la stessa cosa l’anno prossimo. Se le cose andranno come le prevede Deutsche Bank, la società editoriale chiuderà il 2009 con un utile dimezzato di 25 milioni di euro, meno della metà di quello atteso per il 2008 e circa un quarto rispetto a quello del 2007. Vista l’esiguità dei profitti, secondo l’analista Alessandro Baj Badino, la cedola salterà anche l’anno prossimo.

L’Espresso sarà messo alle corde nel corso dell’anno dalla caduta della pubblicità sulla carta stampata; dopo il calo del 6,5% su quotidiani e magazine registrato nei primi 11 mesi del 2008, nel 2009 ci sarà un ulteriore pesantissima contrazione: Deutsche Bank si aspetta infatti una discesa del 9%. Per vedere qualche miglioramento si deve aspettare il 2010: l’anno prossimo la crescita dovrebbe essere tuttavia anemica (+0,5) e di gran lunga inferiore a quella messa a segno dal totale dei mezzi di comunicazione (+2%).

La pubblicità è fondamentale per tenere in piedi il gruppo che fa capo alla famiglia De Benedetti in quanto vale il 60% del fatturato. La previsione di un’ulteriore drastica riduzione dopo un anno pessimo quale è stato il 2008 ha spinto Deutsche Bank a tagliare di nuovo il target price portandolo a 0,8 euro dal precedente 1,1 euro. Il consiglio all’investitore non cambia: vendere.

La Repubblica, L’Espresso ed i quotidiani locali valgono tre quarti della raccolta pubblicitaria ed è quindi da mettere in conto che da questo fronte arriveranno solo brutte notizie. Al contrario del passato, giungono segnali negativi anche dalla radio, una delle aree che negli anni passati aveva dato buoni risultati: i dati Audiradio del 2008 indicano che Radio Deejay ha perso il secondo posto dopo Rai Radio 1 in termini di ascolti. Per effetto del calo del 6% registrato nell’ultimo anno, l’emittente di dj Angelo e Nicola Savino, con i suoi 5,24 milioni di ascoltatori giornalieri, è scesa al quarto posto, superata da Rtl 102,5 e Rds. Risultati ancora più deludenti per Radio Capital, che mette a segno una delle peggiori performance con un calo del 12,5%; del gruppo fa parte anche M2O, emittente dedicata ai teenager che cresce del 3,7% ma non supera il milione e mezzo di ascoltatori.

Dietro al declino c’è, secondo Baj Badino, l’ostinazione nel non rinnovare: “L'Espresso è stata considerata in passato una società che investiva in giovani di talento, mentre oggi non è più così”. Per recuperare posizioni, Linus, il direttore artistico delle radio del gruppo, dovrebbe decidersi a “puntare più sul talento”.

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