L'Avanti! torna in edicola/ Dal 19 gennaio, anniversario della morte di Craxi, una nuova serie di numeri zero abbinati al Riformista, in attesa del quotidiano
Da giovedì 19 gennaio torna la nuova serie dell’Avanti!, rinata il 25 dicembre nel 115 anniversario della fondazione e tornata nelle mani dei socialisti italiani dopo 18 anni di assenza, con 24 pagine e distrubuita in 17mila edicole.
L’evento è stato reso possibile grazie all’aiuto del Nuovo Riformista di Emanuele Macaluso, che ha offerto la sua capillare rete distributiva e che sarà in vendita unitamente al nostro al medesimo prezzo di 1,20 euro.
Si tratta del secondo numero zero in stampa, cui seguiranno periodicamente gli altri numeri zero che affiancheranno la campagna per la rinascita "popolare" del quotidiano socialista con una Fondazione dell'Avanti! garante della proprietà ad azionariato collettivo.
Il nuovo Avanti! - si legge in una nota - "intende offrire una piattaforma di unità per tutte le tendenze del socialismo italiano, disperse e deboli, in opposizione al "fronte bipolare" che ha bloccato per vent'anni la partecipazione diretta alla vita democratica degli elettori. La terza rinascita dell'Avanti! è per la terza Repubblica".
La data del 19 gennaio è una scelta significativa, trattandosi dell’anniversario della sua morte in esilio di Bettino Craxi: "E’ un tributo dovuto al leader socialista, solo tra i leader italiani che seppe prevedere inascoltato l'inevitabile fallimento della seconda repubblica che si inaugurava con la rivoluzione giudiziaria e la liquidazione dell'economia italiana di cui oggi il Paese paga il pesante conto istituzionale e il costo sociale".
A Roma, mercoledì 18 alle ore 12, si terrà una conferenza stampa con il direttore dell’Avanti!, Rino Formica, il direttore del Nuovo Riformista, Emanuele Macaluso, e Gianni Cervetti - che ha dato un impulso decisivo all’organizzazione dell’uscita del quotidiano - dalla Direzione di Critica Sociale.
A Milano, domenica 22 gennaio, si inaugura la nuova sede dell'Avanti! dove è custodito ed accessibile al pubblico l'archivio storico della redazione milanese del quotidiano dal 1945 alla chiusura del 1993: interverranno, tra gli altri, i sindaci socialisti Carlo Tognoli, Paolo Pillitteri, Piero Borghini, il direttore della Critica Sociale Ugo Finetti, il presidente del Nuovo Riformista, Gianni Cervetti, Vittorio Craxi, Felice Besostri, Francesco e Alessandro Colucci, gli ex giornalisti della redazione storica di piazza Cavour.
La presenza in edicola sarà saltuaria ma periodica, in parallelo con lo svolgimento della campagna di adesioni alla Conferenza Nazionale che si terrà in marzo. La Conferenza deciderà sulla sottoscizione per una Spa ad azionariato popolare, una società collettiva di capitale, proprietaria della testata, mentre Critica Sociale (attualmente proprietaria e titolare sia dell'edizione cartacea sia del marchio depositato) darà garanzie giuridiche di autonomia ed indipendenza finanziaria.


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